RINGRAZIAMO LA FOLLIA DELLA SINISTRA PER BERLINO (di Matteo Fais)
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RINGRAZIAMO LA FOLLIA DELLA SINISTRA PER BERLINO (di Matteo Fais)

L’attacco al Pride di Berlino diventa il punto di partenza per una riflessione polemica sull’immigrazione, sull’integrazione e sulle responsabilità politiche e culturali attribuite alla Sinistra occidentale. Un articolo che analizza le contraddizioni del progressismo contemporaneo e le possibili conseguenze sociali e politiche del fenomeno.

25 ANNI SENZA MONTANELLI – OVVERO, COSA VUOL DIRE SERVIRE IL LETTORE (di Matteo Fais)
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25 ANNI SENZA MONTANELLI – OVVERO, COSA VUOL DIRE SERVIRE IL LETTORE (di Matteo Fais)

A venticinque anni dalla morte di Indro Montanelli, ne proponiamo un ritratto personale e dichiaratamente soggettivo. Tra il grande giornalista, l’anticomunista e il fondatore de Il Giornale, emerge soprattutto la lezione di un autore che scriveva per il lettore senza assecondarlo, convinto che il compito del giornalismo fosse provocare, educare e mettere in discussione le certezze del pubblico, anche a costo di risultare scomodo.

ROGGERO COME ANTIGONE: QUANDO LA LEGGE DIMENTICA LA GIUSTIZIA (di Matteo Fais)
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ROGGERO COME ANTIGONE: QUANDO LA LEGGE DIMENTICA LA GIUSTIZIA (di Matteo Fais)

La condanna definitiva di Mario Roggero riapre il dibattito sul rapporto tra diritto e giustizia, sul significato della legittima difesa e sul ruolo dello Stato nella tutela dei cittadini. Un’analisi che, attraverso il parallelo con l’Antigone di Sofocle, riflette sul conflitto tra legge, coscienza morale e sicurezza.

LA “SINISTRA” IDIOZIA DELLA CENSURA (di Matteo Fais)
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LA “SINISTRA” IDIOZIA DELLA CENSURA (di Matteo Fais)

Perché ogni tentativo di censura finisce spesso per ottenere l’effetto opposto? Partendo dal caso del film Citizen Vigilante di Uwe Boll e passando per il fenomeno editoriale e politico del generale Roberto Vannacci, Matteo Fais analizza il principio di Streisand applicato alla politica. Un editoriale sulla censura, la libertà di espressione, la democrazia liberale e gli errori strategici di una parte della sinistra contemporanea che, nel tentativo di delegittimare gli avversari, rischia di trasformarli nei loro migliori testimonial.

NEANCHE SÌ È SÌ – LE FEMMINISTE VOGLIONO CHE IL CONCETTO DI CONSENSO SIA VAGO (di Andrea Rodolfo Nadia)
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NEANCHE SÌ È SÌ – LE FEMMINISTE VOGLIONO CHE IL CONCETTO DI CONSENSO SIA VAGO (di Andrea Rodolfo Nadia)

Il problema del “solo sì è sì” non riguarda la tutela delle vittime ma la costruzione di una società in cui il consenso diventa volutamente indefinibile. Attraverso una critica serrata al femminismo contemporaneo, l’autore sostiene che l’ambiguità nei rapporti tra uomini e donne venga trasformata in strumento politico e giuridico, con l’effetto di scaricare sugli uomini ogni responsabilità relazionale e sessuale. Un intervento polemico su consenso, dating, #MeToo, responsabilità individuale e conflitto tra i sessi.

PER SPIEGARE I FATTI DI FRANCIA, RILEGGIAMO GUERRIGLIA DI LAURENT OBERTONE (di Matteo Fais)
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PER SPIEGARE I FATTI DI FRANCIA, RILEGGIAMO GUERRIGLIA DI LAURENT OBERTONE (di Matteo Fais)

Per comprendere le recenti tensioni sociali esplose in Francia, proponiamo di rileggere “Guerriglia” di Laurent Obertone. Il romanzo distopico immagina una guerra civile innescata nelle banlieue parigine e offre una critica radicale al multiculturalismo, all’immigrazione di massa e al politicamente corretto. L’autore francese utilizza la narrativa per denunciare la fragilità culturale e politica della Francia contemporanea. Un testo che intreccia letteratura, polemica politica e riflessione sull’identità occidentale.

ISRAELE E I SUOI GIUDICI (di Lorenzo Zuppini)
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ISRAELE E I SUOI GIUDICI (di Lorenzo Zuppini)

Israele non viene giudicato per le sue azioni militari, ma per la sua stessa esistenza come Stato ebraico e avamposto dell’Occidente libero in Medio Oriente. Tra accuse all’ONU, critica alla sinistra woke e difesa della linea dura di Gerusalemme, l’articolo interpreta l’ostilità verso Israele come il sintomo del declino morale e identitario dell’Occidente contemporaneo.

LA DOMENICA DI MODENA E IL SUICIDIO DELL’OCCIDENTE (di Lorenzo Zuppini)
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LA DOMENICA DI MODENA E IL SUICIDIO DELL’OCCIDENTE (di Lorenzo Zuppini)

Partendo dai fatti di Modena, Lorenzo Zuppini riflette sul rapporto tra violenza, fondamentalismo islamico, immigrazione e crisi dell’identità occidentale. Un’analisi polemica contro il multiculturalismo, il politicamente corretto e la tendenza a ridurre il terrorismo ideologico a semplice disagio individuale.