GLI “STUDIATI” (di Matteo Fais)
L’elettorato di sinistra è mediamente più istruito? Probabilmente, sì. Ma questo basta a renderlo più colto, intelligente o capace di giudicare la realtà? Mettiamo in discussione il mito degli “studiati” di sinistra.
L’elettorato di sinistra è mediamente più istruito? Probabilmente, sì. Ma questo basta a renderlo più colto, intelligente o capace di giudicare la realtà? Mettiamo in discussione il mito degli “studiati” di sinistra.
Walter Lippmann, il democratico che ci spiega i difetti di fondo della democrazia partenendo dai concetti di stereotipi, propaganda e limiti cognitivi che condizionano la nostra percezione della realtà e dell’opinione pubblica.
Il ritratto di Graziella Lonardi Buontempo firmato da Augusto De Luca: mecenate, collezionista e protagonista dell’arte contemporanea italiana, tra Napoli, Capri e Roma.
Il woke nasce da questioni filosofiche e sociali reali, ma le trasforma in caricature ideologiche: identità, razza, potere e femminismo diventano dogmi e parodie del pensiero da cui provengono.
Trump può dare uno scossone al woke, ma non cancellarlo: l’egemonia culturale ha già trasformato la società. Moriremo woke, anche dopo la fine della sua fase più fanatica.
Una lettera aperta a Roberto Vannacci sul controverso concetto di “patriarcato mediterraneo”: Andrea Rodolfo Nadia critica il programma di Futuro Nazionale e chiede maggiore chiarezza su diritti, doveri e responsabilità degli uomini e delle donne.
Il Maestro Augusto De Luca racconta la storia del “Cacciatore di Graffiti”, la performance nata a Napoli per raccogliere e preservare i graffiti dai muri, trasformando una provocazione in un modo per valorizzare e far conoscere la Street Art.
La vicenda del professor Jason Arday, docente di Cambridge finito al centro di un’inchiesta sulle incongruenze della propria biografia e trovato morto, diventa lo spunto per una riflessione critica sui meccanismi del politicamente corretto, della cultura woke e della costruzione mediatica di figure simboliche funzionali alle narrazioni progressiste. Un’analisi polemica sul rapporto tra inclusione, meritocrazia, università e ideologia nell’Occidente contemporaneo.
Conosciamo Samuel T. Francis, pensatore americano che aveva individuato nella classe manageriale, nella globalizzazione e nelle élite progressiste il nemico della borghesia occidentale: una lettura radicale che anticipa Trump, MAGA e la rivolta della classe media.