ELOGIO DELL’OTTIMISMO CONSAPEVOLE, MALGRADO TUTTO (di Matteo Fais)
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ELOGIO DELL’OTTIMISMO CONSAPEVOLE, MALGRADO TUTTO (di Matteo Fais)

“Tra l’aria condizionata e il Papa, scelgo l’aria condizionata” (Woody Allen, Harry a pezzi). “In fondo è bella, però, è la mia età e io ci sto” (Rino Gaetano, E io ci sto). Ne sono consapevole: da qualche parte c’è un idiota, intabarrato con uno strano mantello e un turbante in testa, che urla in…

RECENSIONE – INTRIGHI PERICOLOSI DI EGIDIO SPROVIERO (di Alessandro Orofino)
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RECENSIONE – INTRIGHI PERICOLOSI DI EGIDIO SPROVIERO (di Alessandro Orofino)

Diciamo che, già dal titolo, Intrighi pericolosi di Egidio Sproviero, edito da Narrazioni Clandestine, condensa in due parole il ricco coacervo di mistero, esoterismo, simbologia e criminalità presente in questo libro. Il quale, per tener fede alle aspettative di una titolatura così volutamente provocatoria, non poteva non essere ambientato a Roma, da sempre crocevia di…

RIDATECI LORETTA GOGGI E PRENDETEVI ARISA E COMPANY (di Matteo Fais)
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RIDATECI LORETTA GOGGI E PRENDETEVI ARISA E COMPANY (di Matteo Fais)

Siamo d’accordo che la canzone non è poesia, ma ciò che si è ascoltato a Sanremo supera perfino la mediocrità: è un prodotto sonoro che scambia la banalità per confessione e la filastrocca per profondità. Non è questione di gusti, ma di struttura. Se questi sono i testi che dovrebbero raccontare l’amore contemporaneo, allora forse…

L’IDIOZIA DI FARE LA CONTA DELLE DONNE (di Matteo Fais)
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L’IDIOZIA DI FARE LA CONTA DELLE DONNE (di Matteo Fais)

La polemica scoppiata in sala stampa al Festival di Sanremo 2026, con la contestazione rivolta a Carlo Conti riguardo il numero ritenuto insufficiente di donne tra i Big, è l’ennesima prova di come il dibattito culturale italiano – forse mondiale – stia rasentando la distopia dell’imbecillità. Non si discute delle canzoni, non si analizzano le…

RECENSIONE – “L’ESTATE” DI SIMONE UNGARO (di Matteo Fais)
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RECENSIONE – “L’ESTATE” DI SIMONE UNGARO (di Matteo Fais)

C’è una cosa che colpisce immediatamente, leggendo L’estate di Simone Ungaro, testo appena uscita per Connessioni: la calma poetica, specchio di un’inquietudine esistenziale silenziosa. In un panorama lirico dominato da due tendenze opposte e ugualmente fragili, da un lato il minimalismo diaristico che scambia la confessione per profondità e dall’altro l’enfasi oracolare che vorrebbe spacciare…