RECENSIONE – “LA DISTRAZIONE CHE CI RENDE DISSIMILI” DI CAROLINA ANNA FALBO (di Paolo Pedrazzi)
La raccolta La distrazione che ci rende dissimili (Controluna), di Carolina Anna Falbo, si configura come un laboratorio esistenziale dove il linguaggio è materia viva e il verso esplora il sotterraneo della percezione, tra memoria, corpo e spazio domestico, in un costante oscillare tra il reale e il surreale.

L’io poetico si muove in territori instabili, dove la sensorialità diventa specchio del disadattamento e della solitudine in una forte tensione etica e affettiva, con una precisione quasi chirurgica nel dettaglio corporeo, dall’ordito dei gesti alle “tonsille, due ovuli lucidi penduli” della “persona magra”, fino alle “viscere” domestiche.

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Centrale nella raccolta è, appunto, il corpo, luogo del dolore presente e passato, — come nel testo della Vita dopo l’aborto, ad esempio, — dove questo si fa paesaggio, geografia esistenziale, materia di introspezione e registro di un lutto silenzioso, in cui la fisicità si lega indissolubilmente alla temporalità e alla storia personale come il frutto macerato e battuto del trauma, della condensazione di affetti e costrizioni sociali.

Il tema del quotidiano, — dall’ufficio alla cucina, dai balconi alle strade, — si carica di valenze simboliche e diventa scenario di esplorazioni esistenziali; oggetti, gesti quotidiani, cibi e ambienti della vita comune sono trattati con un’attenzione al dettaglio quasi ossessiva, trasfigurando il banale in rivelazione poetica.

versione con copertina rigida (euro 16): https://shorturl.at/f820z
versione con copertina flessibile (euro 12): https://shorturl.at/J8MRr
versione ebook (euro 5, gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited): https://shorturl.at/pAO4U
Falbo utilizza un linguaggio crudo, frammentario, stratificato, ricco di echi letterari e filosofici — ora più ora meno dissimulati —, uno stile duro e amaramente ironico, dove la punteggiatura è quasi del tutto assente, generando un ritmo che evoca la discontinuità del pensiero e della memoria, e un tessuto di immagini sensoriali e corporee che si intersecano con introspezione psicologica e riflessione filosofica; il risultato è una scrittura che respira tra la narrazione diaristica e il flusso di coscienza, senza mai cedere alla linearità, dalla quale emerge una tensione costante tra il desiderio di comunicare e la consapevolezza dell’impossibilità di trasmettere il senso pieno delle esperienze, come in All’arrivo del bardo un cavolfiore, dove il quotidiano diventa teatro di inquietudine e stravaganza, e il reale si trasforma in visione metaforica.

(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)
La ricchezza di neologismi, ripetizioni, assonanze, allitterazioni stridenti pare lo strumento di una visione poetica che privilegia la densità semantica e la materialità sonora del verso, — come nel dettato ossessivo di Puntoeaccapo o nelle sequenze verbali di Parole di troppo, — più che la sua ‘cantabilità’.

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La raccolta si muove, infine, su un crinale tra alienazione e necessità di senso, dove la poetessa sembra interrogare la mediocrità, la finzione sociale, il nonsense, l’insignificanza del linguaggio e dell’esperienza condivisa, ma senza rinunciare a un atto di testimonianza che è insieme denuncia e introspezione, così da costruire un microcosmo dove tutto è osservato, catalogato, ma come dopo una deformazione, a creare un regesto dei ‘resti’ di una catastrofe, quella causata dallo scontrarsi della brutalità e della grazia nascosta della vita quotidiana, che mette ineluttabilmente alla prova l’io — e il lettore.
Paolo Pedrazzi
Paolo Pedrazzi è nato a Moncalieri (TO) il 29 Febbraio 1984, è laureato in Lettere e vive in provincia di Asti. Alcuni suoi testi sono stati pubblicati su importanti riviste letterarie italiane e internazionali come “Gradiva International Journal of Italian Poetry”, “Poeti e Poesia”, “Readaction Magazine”. Ha tradotto in versi testi poetici dell’antichità e classici moderni inglesi e francesi; ha pubblicato un saggio di traduzione e commento del poema The Hunting of the Snark di L. Carroll, dal titolo: La caccia allo Slualo, (2011, Biblion Edizioni). Ha pubblicato Il Furto di Prometeo – Antologia di traduzioni poetiche dai Romantici inglesi, Robin Edizioni, 2026. Nell’ambito della letteratura per l’infanzia, ha pubblicato Marcello Testainsù (2022, Km Edizioni) e Dodo è fatto così (2024, Km Edizioni). Ha pubblicato le sillogi poetiche Optica (2023, Eretica Edizioni) e Kósmos (2024, Ladolfi Editore).