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UNO S(C)EMPIO – QUESTI VOGLIONO UN ALTRO STASI (di Matteo Fais)

Sui giornali, la mostrificazione è già partita. Basta prendere due frasi a caso scritte una sera, magari dopo una birra di troppo, o per insicurezza – cercando di fare lo spaccone, in mezzo a un branco di personaggi altrettanto sfigati.

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Nel pentolone di un’opinione pubblica obnubilata, tutto fa brodo. Basta dire che non ha mai avuto una ragazza – sveglia, è pieno di ragazzi simili, oggi come oggi. Basta che una psicologa del cazzo, disoccupata, a caccia di like su YouTube, ti dica che in lui emergono tutta una serie di pattern tipici di figure problematiche e socialmente pericolose – adorabili queste valutazioni psicologiche che partono da testi scritti, come se non fosse noto che la scrittura è sempre un’esasperazione del proprio pensiero e visione del mondo.

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È uscito il secondo numero di “Il Detonatore Zine”, una fanzine culturale indipendente dedicata alla poesia contemporanea, alla traduzione e alla ricerca visiva. In questo secondo numero: interviste a poeti italiani, testi inediti, traduzioni di poesia americana contemporanea non ancora pubblicata in Italia, e approfondimenti tra letteratura classica e narrativa dei nostri giorni. Ogni pagina è progettata con un forte lavoro grafico, trasformando la lettura in un’esperienza anche visiva. Una zine pensata per chi cerca nuove voci, linguaggi sperimentali e uno sguardo diverso sulla cultura di oggi. Il presente numero costituisce un omaggio all’estetica grunge, in particolare legata al noto capolavoro dei Nirvana, Nevermind. Link per l’acquisto del cartaceo: https://www.amazon.it/dp/B0GYMX8YXW

Non uno, tra i cretini che hanno sempre troppa fretta di commentare per poter prima pensare, capace di mettersi nei panni di questo disperato, che magari ha anche mentito rispetto all’alibi, essendo preso dal panico, al pensiero di finire in un qualcosa di troppo grande per il suo ristretto orizzonte di ragazzo di provincia. Come se, del resto, sapendo quanto ci si può fidare della giustizia italiana, uno non dovesse nutrire timori al pensiero di finire sotto la sua lente – che Dio ce ne scampi!

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Poi, per carità, se uno si vuole convincere di teorie assurde, che neppure in uno sceneggiato Netflix, sarà impossibile persuaderlo del contrario. Ma, leggendo della sua vita, l’unica cosa che si può provare è una profonda pietà per un ragazzo che è la quintessenza della sfiga nostrana: studi scarsi, un lavoro del cazzo, i pomeriggi passati a scrivere coglionate su un forum di seduttori – fingendosi quello che avrebbe voluto essere e non è mai stato –, per concludere poi le serate compilando il diario intimo alla stregua di una ragazzina di buona famiglia dell’Ottocento – guardate per curiosità quanti diari di anni passati hanno trovato a casa sua. Certo ce ne vuole, come si legge online nelle pagine dei complottisti, per immaginarlo che trama, in concorso con Marco Poggi e le gemelle Cappa – che certamente non avevano di meglio da fare che calcolarsi lui –, per uccidere una ragazza più grande di sei anni.

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È uscita la seconda raccolta poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore, collana “Scavi Urbani), ed è disponibile in formato cartaceo e ebook:
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La cosa più ridicola, a ogni buon conto, è pensare che un simile soggetto, con evidenti problemi relazionali, che deve essere accompagnato dagli amici al locale dove lavora la barista con cui si è fissato, perché autonomamente non ha il coraggio per rivolgerle la parola, sia poi così freddo e controllato da riuscire a giocarsi tra le palle tutti gli investigatori che hanno girato intorno a uno dei delitti più discussi d’Italia.

Suvvia, questa opzione è ridicola! Uno come Sempio – sia detto senza offesa – , se custodisse il segreto di un simile atto atroce, sarebbe crollato a terra in lacrime, dopo dieci minuti di interrogatorio, invocando la mamma. Un delitto così efferato è roba per gente con pelo sullo stomaco e abilità da killer professionista. Anche lasciare così poche tracce, non è certo tipico di uno che reagisce d’impeto al rifiuto di una ragazza – un Turetta qualsiasi, per intenderci.

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Terza uscita per la collana “Scavi Urbani”: Il cielo è uno straccio sporco nella stretta della materia, di Luca Parenti (prefazione di Matteo Fais). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
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Purtroppo, l’opinione pubblica ha la mente deviata dalla visione di troppe serie televisive di scarsa qualità e fomentata da dementi che cercano visualizzazioni per il proprio canale YouTube senza alcuna remora, diffondendo informazioni false e ipotesi suggestive come quelle di un poliziesco scritto male. Si tratta della stessa gente che gridava contro il povero Alberto Stasi, dandogli del bastardo assassino.

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Quinta uscita per la collana “Scavi Urbani”: Le fabbriche sono già tutte bruciate, di Riccardo Infante (prefazione di Valentino Fossati). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
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Non lo nascondo, per come la vedo io, si sta cercando di coprire qualcuno – e non certo un povero commesso o un ex studente della Bocconi. Qui lo dico e qui lo nego, sia chiaro, non avendo la minima prova – se non quell’omicidio, palesemente troppo ben condotto per essere opera di uno qualsiasi.

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Seconda uscita per la collana “Sentieri Interrotti”: Dove i calabroni ascoltano le stelle, di Laura Valentina Da Re (postfazione di David La Mantia). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 12 euro)
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Il pensiero va a questo povero ragazzo – e a Stasi, prima di lui – vittima di un circo mediatico senza precedenti che ha sputtanato ogni aspetto della sua vita agli occhi della Nazione, senza alcuna sensibilità né rispetto, ponendolo in una situazione ingestibile per un uomo medio – una situazione che, per intenderci, avrebbe potuto indurlo al suicidio. Mettetevi nei suoi panni e pensate come reagireste se ogni dannata trasmissione televisiva parlasse di voi come di un potenziale assassino, se i vostri pensieri più intimi e riservati finissero per essere noti a chiunque, al di fuori del vostro controllo, mentre la possibilità della galera si fa sempre più concreta.

A Sempio, come al povero Stasi, tutta la mia solidarietà. Qui il vero assassino è la giustizia di questo Paese!

Matteo Fais

Instagram: https://www.instagram.com/matteofais81/

Facebook: https://www.facebook.com/matteo.fais.14/?locale=it_IT

Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo penultimo romanzo Le regole dell’estinzione (Castelvecchi) e l’ultimo Il cordone ombelicale (Connessioni). La sua prima opera di poesie i intitola L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni), la seconda Preghiere per cellule impazzite (Connessioni).

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