ADELE D’ADDARIO, “LA BAMBINA MELODRAMMATICA”, TRA I TESTI SACRI DELLA CONTEMPORANEITÀ (di Matteo Fais)
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ADELE D’ADDARIO, “LA BAMBINA MELODRAMMATICA”, TRA I TESTI SACRI DELLA CONTEMPORANEITÀ (di Matteo Fais)

“Non ci troviamo quindi di fronte a facili e ruffiani sentimentalismi”, dice Giuseppe Carlo Airaghi, nella postfazione, e questa è certamente la prima impressione che si ricava dalla poesia di Adele D’Addario. C’è coraggio, affermazione senza ostentazione, durezza finanche nel guardare dentro sé stessi, un distacco virile nel fare i conti con il dolore che…

PER SALVARSI DAL DEGRADO BALNEARE, LEGGETE “IL SOLITARIO” DI EUGÈNE IONESCO (di Matteo Fais)
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PER SALVARSI DAL DEGRADO BALNEARE, LEGGETE “IL SOLITARIO” DI EUGÈNE IONESCO (di Matteo Fais)

“Io non mi ribellavo. Non ero neppure rassegnato, perché non sapevo a che cosa avrei dovuto rassegnarmi o a quale società pensare per viverci con gioia. Non ero né triste né allegro, c’ero e basta, dalla testa ai piedi, prigioniero di una cosmogonia che non poteva essere diversa da quella che era, e non era…

REDPILL, MASCHI FRAGILI E INCATTIVITI: CRONACA DI UNA DERIVA REAZIONARIA (di Lord Harold Crichton – infiltrato non redento)
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REDPILL, MASCHI FRAGILI E INCATTIVITI: CRONACA DI UNA DERIVA REAZIONARIA (di Lord Harold Crichton – infiltrato non redento)

C’è stato un tempo in cui le fragilità si nascondevano sotto l’impermeabile di Humphrey Bogart. Oggi, invece, si manifestano in forma di meme sgrammaticati su Telegram e lunghi thread su Facebook in cui l’autocommiserazione esistenziale si mescola alla nostalgia per un patriarcato che queste generazioni non hanno mai conosciuto. Benvenuti nel mondo dei gruppi Redpill,…

RECENSIONE – “PREGHIERE PER CELLULE IMPAZZITE” – POESIA (di Isabella Paola Stoja)
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RECENSIONE – “PREGHIERE PER CELLULE IMPAZZITE” – POESIA (di Isabella Paola Stoja)

Esce in questo mese di aprile il nuovo lavoro poetico di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite, per la collana Scavi Urbani di Connessioni Editore. L’autore, già noto per L’alba è una stronza come te, è famoso per i suoi toni post-romantici, ironici e dissacranti, con cui medita con una certa disillusione sulle relazioni amorose…

MATRIMONIO – COME EVITARE DI FARSI FREGARE (di Matteo Fais)
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MATRIMONIO – COME EVITARE DI FARSI FREGARE (di Matteo Fais)

Premessa: quanto segue non costituisce minimamente un attacco contro il genere femminile. Si tratta di riflessioni di un maschio destinate ad altri maschi. Naturalmente, nella dialettica tra i sessi, ogni polo fa il suo gioco e persegue i propri interessi, com’è giusto che sia. In ultimo le donne sono semplicemente ciò che sono, esattamente come…

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MOSTRE IN ITALIA – EDVARD MUNCH (di Chiara Volpe)

\”Gli angeli della paura, del dolore e della morte sono stati al mio fianco sin dal giorno in cui sono nato. Mi hanno seguito mentre giocavo, mi hanno seguito ovunque\”. Eccolo il doloroso passato di Edvard Munch. Lo ossessionava. Lo tormentava. La sua infanzia fu segnata in maniera indelebile dai lutti familiari, che divennero un…

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L’ULTIMA IMBARAZZANTE ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO (di Matteo Fais)

Con questo Papa c’è poco da fare: bisogna rassegnarsi alla figura del simpatico curato di campagna, vagamente fanfarone, ecumenico all’acqua di rose, più vicario del “volemose bene” che del Cristo venuto per portare la spada. L’unica cosa che bisogna riconoscere a Francesco è di essere tutto sommato uno studente diligente che fa sempre i compiti…

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MIRACOLO: IL SEGUITO DI “JACK FRUSCIANTE È USCITO DAL GRUPPO” NON È UNA PORCHERIA (di Matteo Fais)

Se dite di non averlo letto, e avete tra i quaranta e i cinquanta, o avete vissuto fuori dal mondo negli ultimi trent’anni o mentite pentendovi di certe scelte tardo-adolescenziali, come direbbe “il nostro”. Eppure, non ci sarebbe niente di cui vergognarsi: Jack Frusciante è uscito dal gruppo fu selezionato da un talent scout quale…

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ALTRO CHE DETRAZIONI: MENO FIGLI, MENO SCHIAVI; MENO MOGLI, MENO SALASSI (di Matteo Fais)

“The dream has gone but the baby is real” (Shelagh Delaney, A Taste of Honey) Questa ossessione dei conservatori per la natalità è roba da toccarsi i coglioni. Fa anche passare la voglia di fottere. “Non lo faccio per amor mio, ma per dare un figlio alla Patria”. Col cavolo! Con la scusa di Dio…