copertina per aticolo il detonatore
 | 

RECENSIONE – “L’ESTATE” DI SIMONE UNGARO (di Matteo Fais)

C’è una cosa che colpisce immediatamente, leggendo L’estate di Simone Ungaro, testo appena uscita per Connessioni: la calma poetica, specchio di un’inquietudine esistenziale silenziosa. In un panorama lirico dominato da due tendenze opposte e ugualmente fragili, da un lato il minimalismo diaristico che scambia la confessione per profondità e dall’altro l’enfasi oracolare che vorrebbe spacciare l’oscurità per pensiero, l’autore sceglie una terza via, quella della misura. Questa deriva da una decisione etica prima ancora che stilistica.

pubblicita 1
Prima uscita per la collana “Sentieri Interrotti”: L’estate, di Simone Ungaro (postfazione di Massimiliano Catoni). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Il volume inaugura la collana “Sentieri Interrotti”, diretta da me ed Elisa Zumpano. Il riferimento heideggeriano, meglio precisarlo, non è un vezzo filosofico, ma una dichiarazione d’intenti: il pensiero, come la poesia, procede per deviazioni, soste, fratture, senza garantire una meta definitiva. Scegliere Ungaro come prima uscita significa affermare una linea precisa: una poesia non gridata, né immediata, ma un attraversamento lento dell’esperienza – un sentiero, insomma, da percorrere con spirito paziente.

donate
CONTRIBUISCI ANCHE TU A SUPPORTARE IL NOSTRO GIORNALE 
Caro amico lettore, come potrai immaginare, dietro questo blog ci sono diverse persone che collaborano agli articoli che tu quotidianamente leggi. Se desideri supportare la nostra attività, ti saremmo grati se volessi dare il tuo sostegno all’Iban IT53E3608105138290082390113. L’intestatario è Matteo Fais. Grazie di cuore, La Redazione.

Il libro si presenta come una raccolta con sezioni che seguono un arco temporaleTempo d’estate, Notturni, Scherzi, I dispersi, Settembre –, in cui l’estate non è mai un semplice scenario, ma una condizione interiore, una sospensione che coincide con l’età del bilancio. “Irrompe il maggio dei miei quarant’anni”, scrive il poeta, pur non essendoci alcuna irruzione o frattura drammatica, ma una presa d’atto graduale e quasi silenziosa. Il tempo non accelera, si addensa. Si procede, infatti, dicendo “La gravità ha cambiato coefficiente”: il peso è, in sostanza, divenuto struttura.

il cordone ombelica pubblicita
ACQUISTA il nuovo romanzo di Matteo Fais, Il cordone ombelicale, Connessioni:
versione con copertina rigida (euro 16): https://shorturl.at/f820z 
versione con copertina flessibile (euro 12): https://shorturl.at/J8MRr 
versione ebook (euro 5, gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited): https://shorturl.at/pAO4U 

L’estate, allora, non è solo il “tempo dei frutti”, ma anche quello in cui la luce rivela ciò che normalmente resta nascosto. L’immagine della cinciallegra morta sul balcone (“una cinciallegra riversa sul fianco, / la morte nell’occhio”) non è un episodio naturalistico, ma un atto fondativo, in cui l’abbondanza estiva convive con la decomposizione. Il raccolto si accompagna al cadavere e il libro introduce una distinzione cruciale: “Non sono tanto i morti ma i dispersi / a fare capolino”. Il disperso è un genere di figura più inquietante del defunto, perché non concluso o archiviabile, ma presenza intermittente, memoria che non si lascia sistemare.

pubblicita facebok quattordicesimo numero
È uscito il quattordicesimo numero di “Il Detonatore Magazine”: https://www.calameo.com/read/008031206cf91ecc2a80e

Da non perdere di vista è l’idea di come, in questa raccolta, il paesaggio non sia elemento decorativo ma cognitivo: i cani che dialogano “come sezioni d’orchestra”, l’assiolo che interrompe il canto, la luna opaca, le lucciole intrappolate nei barattoli dell’infanzia. Tutto ciò dicasi anche del “borgo” che non svolge la funzione di fondale, ma è assolve al ruolo, per così dire, di una forma di coscienza.

pubblicita lirbo Infante Facebook
Quinta uscita per la collana “Scavi Urbani”: Le fabbriche sono già tutte bruciate, di Riccardo Infante (prefazione di Valentino Fossati). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

In certi testi come Dopopioggia, la memoria personale – le lucciole sacrificate per illuminare la stanza – si intreccia con una riflessione implicita sulla violenza dell’apprendimento, sulla crescita come toglimento. Qui Ungaro riesce a tenere insieme immagine, pensiero e ritmo senza che uno schiacci l’altro. Non c’è mai compiacimento figurativo, ma neppure rinuncia alla densità.

pubblicita per facebook
È uscita la seconda raccolta poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore, collana “Scavi Urbani), ed è disponibile in formato cartaceo e ebook:
(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Il tratto distintivo dell’autore, a ogni modo, è la sorveglianza. La lingua è limpida, controllata, colta ma priva di esibizionismo e il tono resta sempre governato. Si tratta di una scelta coerente di solidità e rifiuto della vertigine. La lusinga dell’irrazionalità, come dell’incontrollabile, gli è estranea. Se si vuole, Ungaro non cerca l’epifania o l’affermazione dell’io contro il mondo, ma si muove nel senso della sedimentazione. La sua lirica non promette salvezza, né indulge in una disperazione ostentata.

pubblicita lirbo parenti Facebook
Terza uscita per la collana “Scavi Urbani”: Il cielo è uno straccio sporco nella stretta della materia, di Luca Parenti (prefazione di Matteo Fais). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Lo si capisce quando, verso la fine, formula una sorta di preghiera laica: “Che l’estate […] sia stata un accumulo di sole / e frutti della terra”. Quel che si può sentire, nella sua semplicità, è il desiderio che il tempo non sia passato invano. Potremmo dire che, coerente con tutto il percorso, egli formula un auspicio sobrio.

L’estate è un libro maturo, di un autore consapevole dei propri strumenti, che rifiuta l’alterazione del tono per farsi sentire, come la velleità di tutti noi che siamo più poeti urlanti. Quel che dice, lo afferma con discrezione, forse addirittura con una certa timidezza. La sua cifra è un confronto serio con il tempo e la perdita.

Da curatore di collana, mi sento di dire onestamente che il testo si attaglia perfettamente allo spirito di questi “Sentieri Interrotti”, in cui esploreremo i percorsi di un nuovo lirismo ultracontemporaneo, estraneo ai manierismi degli epigoni, sempre cercando quei pochi che, in qualche modo, sanno distinguersi.

Matteo Fais

Instagram: https://www.instagram.com/matteofais81/

Facebook: https://www.facebook.com/matteo.fais.14/?locale=it_IT

Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi). La sua ultima opera è una raccolta di poesie, L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni).

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *