Encounter with Saul Alinksy part one XL
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MEDITAZIONI POLITICHE – SAUL D. ALINSKY E LE REGOLE PER COMBATTERE LA SINISTRA (di Matteo Fais)

C’è solo un modo per battere la Sinistra ed è studiare approfonditamente i suoi pensatori. Non esiste altra strategia, un piano B che non comporti una certa fatica intellettuale – è già qui, considerato il livello medio della gente di Destra, almeno in Italia, si possono già perdere la maggior parte delle speranze, ma andiamo comunque avanti.

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Dovete dunque leggere Antonio Gramsci, Michel Foucault, ma anche smetterla di essere eurocentrici, o peggio ancora dei provinciali italioti, convinti che la qualità e la forza del pensiero siano esclusivo appannaggio del Bel Paese. Non ci si stancherà mai di ripeterlo e non sarà mai abbastanza: se volete guardare avanti in modo pragmatico e performativo, dovete volgere lo sguardo verso l’America, uno dei pochi posti nel mondo in cui il dibattito culturale tra e all’interno delle diverse fazioni sia ancora vivo e, soprattutto, dove è stato molto più vivo di quanto i più credano.

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È uscito il quarto numero di “Il Detonatore Zine”, una fanzine culturale indipendente dedicata alla poesia contemporanea, alla traduzione e alla ricerca visiva. In questo secondo numero: interviste a poeti italiani, testi inediti, traduzioni di poesia americana contemporanea non ancora pubblicata in Italia, e approfondimenti tra letteratura classica e narrativa dei nostri giorni. Ogni pagina è progettata con un forte lavoro grafico, trasformando la lettura in un’esperienza anche visiva. Una zine pensata per chi cerca nuove voci, linguaggi sperimentali e uno sguardo diverso sulla cultura di oggi. Link all’acquisto del cartaceo: https://www.amazon.it/dp/B0GYMX8YXW

Se, per esempio, volete guadagnare la capacità di confrontarvi realmente e in modo vincente, come quasi mai la destra riesce a fare, con il vostro avversario, dovete prendere in esame un pensatore americano che risponde al nome di Saul D. Alinsky. Il suo testo capitale, o quantomeno quello che potrebbe risultarvi maggiormente utile per l’influenza che ha avuto sui vostri avversari a livello mondiale, è Rules for Radicals, del 1971, mirabile opera di estrema concretezza e dall’efficacia garantita, come solo gli anglofoni sanno fare – volgarmente parlando, loro, diversamente da noi italiani, non usano 150 delle 200 pagine scritte per ripetere a sé stessi quanto sono bravi.

Il volume in questione, di cui vi suggerisco la lettura da cima a fondo, è decisamente lineare e schematico, ma molto interessante perché concepito alla stregua di un manuale che possa servire agli attivisti di Sinistra per imporsi nel pubblico dibattito, per fare breccia presso la pubblica opinione. Praticamente, il suo autore è un Machiavelli di aria progressista – comunque la si pensi, un genio della comunicazione.

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Il libro è concepito come un vero e proprio prontuario, almeno da un certo momento in poi, per cui la consultazione vi risulterà particolarmente agile. A ogni modo, sperando che vogliate visionarlo nella sua interezza, possiamo brevemente elencare alcune delle regole individuate dall’autore e commentarle.

“Il potere non è soltanto quello che possiedi, ma quello che il nemico pensa che tu possieda”. Entro tale principio, se volete, è contenuto lo spirito della Sinistra dal dopoguerra a oggi. Pensateci: non è forse vero che quella specifica parte politica, per esempio, è riuscita a far credere di essere l’unica depositaria della cultura a livello mondiale? Non importa neppure che ciò sia vero o meno, poiché questa è l’idea che è passata – pur non essendo, sia detto in camera caritatis, l’uomo medio di Sinistra molto più colto di quello di Destra. Eppure, hanno persuaso tutti di ciò.

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“Non andare mai oltre l’esperienza della tua gente”, dice poi Alinsky. Ovvero: le strategie da portare avanti nella battaglia devono essere del tipo che l’attivista non sente come estranee a sé. Se ci meditate, questo è stato uno dei grandi errori di valutazione della Sinistra, a livello europeo, a un certo momento, quando, per esempio, questa si è lanciata nella lotta armata. A quel punto, hanno perso il supporto di larghe fasce della popolazione spaventate dalla violenza. Magari costoro avrebbero anche voluto la rivoluzione, il sovvertimento dei rapporti di produzione, ma siccome non erano tutti partigiani che avevano già imbracciato le armi in passato, con una certa consuetudine insomma con la dimensione della lotta, se la sono semplicemente fatta sotto al pensiero. Pertanto, dal punto di vista della Destra, la cosa veramente complessa starebbe nel trovare una strategia di mobilitazione diversa da quella della Sinistra: palesemente, i votanti della prima non sono individui, salvo i più estremisti, da scontro di piazza. Sicuramente, tanto per suggerire, è molto più probabile che l’uomo di Destra medio aspiri a un energico intervento delle forze armate – ecco perché bisogna avere i militari dalla propria parte. Ma chiedere loro di abbracciare improvvisamente la dimensione della piazza, fosse pure quella della manifestazione sindacale, sarebbe pura follia.

“Ogni volta che è possibile, esci fuori dal campo di esperienza del nemico”. Ecco un altro principio certo non sciocco. Lì dove il nemico è più abile, non bisogna farsi trascinare. In realtà, il mio consiglio è di essere preparati quanto lui su ogni ambito dello scibile. Comunque il singolo attivista dovrebbe, per quanto possibile, evitare lo scontro su un terreno che all’altro sia particolarmente confacente. Per questo è importante costruire una base intellettuale ampia, in modo tale che vi sia sempre qualcuno abile a fare la guerra contro quel particolare oppositore competente in un certo ambito.

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È uscita la seconda raccolta poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore, collana “Scavi Urbani), ed è disponibile in formato cartaceo ed ebook:
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“Costringi il nemico a rispettare le sue stesse regole”: da questo punto di vista, non si può certo dire che la Sinistra non sia particolarmente accanita e che molti di Destra non forniscano un facile assist per attaccarli. Mi viene in mente quel noto giornalista conservatore, appassionato di Vladimir Putin e ossessionato dai Pride, visti come la manifestazione apicale della degenerazione dell’Occidente, che poi è stato messo in mezzo da un altro suo amico, anch’egli noto opinionista di Destra, con tendenze bisessuali, che l’ha pubblicamente accusato di coltivare segretamente passioni omoerotiche. Effettivamente è difficile non ridere di un caso umano simile, il quale, come esempio di mascolinità tutta d’un pezzo, diciamo così, non è che brilli propriamente. Ma, lasciando perdere l’elemento in questione, dal nostro peculiare punto di vista, quello che ci interessa è inchiodare quanto più possibile l’umanità di Sinistra alle proprie interne contraddizioni. È per questo che bisogna picchiare su questioni tipo che nessuno di questi presunti buonisti vuole, poi, accogliere un immigrato in casa propria; per non parlare del fatto che, pur credendosi più colti, sono sovente delle capre a passeggio – ogni volta che trovo, per esempio sui social, qualcheduno di questi imbecilli che tuona contro il generale Vannacci, dandogli del somaro, quando lui per primo non sa utilizzare i segni di interpunzione, è con un piacere sadico che gli sottolineo la sua ignoranza.

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Seconda uscita per la collana “Sentieri Interrotti”: Dove i calabroni ascoltano le stelle, di Laura Valentina Da Re (postfazione di David La Mantia). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Ma veniamo a un punto particolarmente interessante e utile, che il pensatore in questione sciorina senza alcuna remora morale: “Il ridicolo è l’arma più potente dell’uomo”. Insomma, non sempre serve replicare seriamente a un argomento, a livello di discussione pubblica, innescando un dibattito infinito. Molto più produttivo è ridere dell’avversario. Il cosiddetto professorone che va avanti a suon di supercazzole va deriso, non affrontato dialetticamente. Certo, questa è una strategia subdola e bassa, ma loro ne fanno ampio uso, dunque non mettetevi problemi a scendere al loro livello. Le femministe, quando un uomo le critica, gli danno dell’incel – insomma, di quello che non ha mai visto la fica. Inutile fare i superiori con gentaglia simile: la cicciona con i capelli viola va umiliata. Magari, ecco, considerato che hanno una certa parte delle istituzioni dalla loro e potrebbero denunciarvi, usate ancora più ironia, ditele il contrario di quel che vorreste intendere – per chi non lo sapesse, sto parlando dell’antifrasi.

Ora, le tattiche proposte da Alinsky sono davvero tante – e ancora di più se si prendono in esame le sfaccettature –, certo troppe per un articolo divulgativo. Io vi ho voluto solo restituire un’idea vaga. Ora, sta a voi leggere il testo e meditarci sopra.

Vi rubo solo un altro minuto per due principi da lui enunciati che vorrei aveste, fin da subito, ben presenti. Il primo è “Mantieni la pressione”, ovvero non dare tregua al nemico. La Sinistra è costante nell’attacco, la Destra lascia prendere troppo fiato. Non bisogna mai far respirare l’avversario, ma sempre trovare un motivo per cui accanirsi contro, per quanto pretestuoso sia.

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Terza uscita per la collana “Scavi Urbani”: Il cielo è uno straccio sporco nella stretta della materia, di Luca Parenti (prefazione di Matteo Fais). Disponibile in formato cartaceo ed
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L’ultimo punto – lo giuro – è la necessità di individuare un nemico. Tutte le persone intelligenti sanno che le cause di determinati problemi non sono mai legate a una sola persona – anzi, il potere senza volto di oggi è proprio costruito in modo tale da non individuare mai un colpevole. Ciò non importa. Voi dovete dare in pasto alla folla uno con una faccia e un volto, attribuirgli tutte le responsabilità. Le masse sono idiote e hanno bisogno di un agnello sacrificale. Pensate a cosa hanno messo in piedi contro Berlusconi, a suo tempo – adesso, per criticare la Meloni, qualcuno si azzarda addirittura a dire che, tutto sommato, lui era un vero liberale.

Ricordate, loro non hanno coscienza né morale e, contro i barbari, non dovete essere voi ad assumervi il peso di essere democratici. Colpite duro, colpite basso. “A good fight is never clean” dice il personaggio di Larry in Closer, ovvero “Una lotta come si deve non viene mai condotta in modo pulito”. Sporcatevi le mani! La Sinistra non ha avuto paura di pensare il modo migliore per portare avanti la propria battaglia. Ricordate: quando è in gioco la vita, non esistono colpi proibiti.

Matteo Fais

Instagram: https://www.instagram.com/matteofais81/

Facebook: https://www.facebook.com/matteo.fais.14/?locale=it_IT

Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde e Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo penultimo romanzo è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi) e l’ultimo Il cordone ombelicale (Connessioni). La sua prima opera di poesie si intitola L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni), la seconda Preghiere per cellule impazzite (Connessioni). 

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