LETTERA APERTA AL GENERALE VANNACCI: CHE COSA DIAVOLO SAREBBE ESATTAMENTE QUESTO “PATRIARCATO MEDITERRANEO”? (di Andrea Rodolfo Nadia)
Generale Vannacci, sarò molto franco.
Ho il fortissimo sentore che votarti, per i cittadini italiani che vorrebbero una destra seria al governo, sarà un rituale di umiliazione analogo a quello che in retrospettiva è stato, per i cittadini americani che avrebbero voluto una destra seria al governo, votare Trump e vederlo distruggere le già basse aspettative che gli erano state affidate.

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Lo dico mentre io stesso ammetto di stare considerando l’idea di votarti, ad oggi, perché come Trump hai il grande, seppure unico, pregio di non essere i tuoi avversari. Ma constatare che il programma di Futuro Nazionale, almeno sulle questioni di genere, è perlopiù fumo negli occhi pare quasi un eufemismo.
Lo comprendo, per carità, che si tratta di un manifesto di valori anzitutto. Ma specie da uno che accusa gli altri partiti di essere del tutto distaccati dalla realtà – anche giustamente in molti casi, intendiamoci – sarei stato curioso di vedere qualche cenno in più a come intende farlo l’arrosto. O almeno una consapevolezza del piano cottura su cui lavora.

Ad esempio, questo “patriarcato mediterraneo”, al netto di uno strumento retorico per triggerare la sinistra ed evocare fantasie di machismo nei gonzi, cosa dovrebbe essere nella pratica? A giudicare da quanto scritto nel programma, nient’altro che la continuazione dei doveri che gli uomini hanno sempre assolto al bisogno: sacrificarci per la nostra società, proteggere le nostre donne… Insomma, quello che ci si aspetta facciamo anche ora, nella totale assenza di un patriarcato, con l’unica differenza che dovremmo cominciare a esserne fieri.
E perché, di grazia? Cos’ha fatto la nostra società per gli uomini della mia generazione e delle successive a parte metterci sempre all’ultimo posto dopo le donne e la loro emancipazione, dopo i vecchi e le loro pensioni, dopo i conflitti internazionali con cui non c’entravamo nulla?

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Cos’hanno fatto le nostre donne per meritarsi la nostra protezione? Se tanto, le nostre donne sono quelle che in larghissima maggioranza hanno voluto tutto questo. Hanno votato le politiche progressiste che, fra le varie cose, ci hanno portato in casa quelli da cui ora dovremmo proteggerle. E lo hanno fatto affermando a gran voce di non aver bisogno di noi, accusandoci di essere un ostacolo alla loro indipendenza, quando non proprio la radice di ogni male.
Ora, io sarei anche disposto a riconoscergli di essere state manipolate in massa e concedergli un’assoluzione. Ma come ho detto già in un passato video che a ‘sto punto consiglio a tutti di guardare per completezza, se c’è una cosa di cui gli uomini sono stufi è l’emancipazione femminile cosiddetta “a convenienza”: questo stato di limbo in cui le donne sono contemporaneamente nostre pari e categoria protetta con bisogni e privilegi speciali.

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Delle due l’una. Vogliamo continuare a trattarle come delle bambine incapaci di valutare le conseguenze delle proprie decisioni? Dopotutto non mancano di darne prova ogni giorno. E per forza, aggiungo: non gli si dà alcun incentivo per fare diversamente! Ma se dev’essere così allora si abbiano la coerenza e il coraggio di togliergli la facoltà di prendere decisioni collettive. I bambini non li facciamo votare. Viceversa, vogliamo trattarle come delle adulte, visto che quando gli gira dimostrano di saperle fare, le adulte? Allora cominciamo magari a stabilire anche le loro responsabilità e i loro doveri nei nostri confronti.
Com’è che non si ha il coraggio di fare questo passo? Com’è che, anche quando si punta espressamente agli uomini come gruppo elettorale, lo si fa sempre mettendo interamente su di noi il carico morale e materiale di occuparci di tutto? Perché non possono esserci mai soluzioni politiche che facciano il nostro interesse in quanto uomini e non semplicemente in quanto servitori di qualcos’altro? Per forza poi, mi vien da dire, che molti di noi hanno smesso di cercare la soluzione nella politica e cominciato ad auspicarsi direttamente il crollo della società.

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Io e te, Generale, abbiamo al nostro fianco delle donne per cui volentieri daremmo la vita. Ma la stragrande maggioranza degli altri uomini non condivide la nostra fortuna, e non è più disposta a farsi trattare in modo così ingrato dalla classe che dovrebbe proteggere. Se si vuole che tornino a sacrificarsi volentieri, prima bisogna che ci siano delle donne per cui ne valga la pena.
Andrea Rodolfo Nadia
Biografia
Pelato, palestrato, logorroico. Aiutare gli uomini a relazionarsi con le donne e fare commentario sociale sul femminismo sono le scuse che si è dato per parlare di figa con arie da intellettuale. Lo si trova sul web come Andrea Rodolfo Nadia.