┬®MarcoBorrelli 1gen2020 01280
 |  | 

IL CASO VENEZI E L’EGEMONIA CULTURALE (di Matteo Fais)

Ragionevolmente, per valutare un direttore d’orchestra ci vuole un orchestrale – o quantomeno qualcuno provvisto di diploma al conservatorio, o competenze che il 99 per cento degli italiani non può avere per evidenti limiti formativi. Infatti, sul caso Beatrice Venezi, non si può che sospendere il giudizio, salvo che non si rientri nel novero sopraindicato.

https%3A%2F%2Fsubstack post media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F5119f209 9791 47a6 9f10
È uscito il secondo numero di “Il Detonatore Zine”, una fanzine culturale indipendente dedicata alla poesia contemporanea, alla traduzione e alla ricerca visiva. In questo secondo numero: interviste a poeti italiani, testi inediti, traduzioni di poesia americana contemporanea non ancora pubblicata in Italia, e approfondimenti tra letteratura classica e narrativa dei nostri giorni. Ogni pagina è progettata con un forte lavoro grafico, trasformando la lettura in un’esperienza anche visiva. Una zine pensata per chi cerca nuove voci, linguaggi sperimentali e uno sguardo diverso sulla cultura di oggi. Il presente numero costituisce un omaggio all’estetica grunge, in particolare legata al noto capolavoro dei Nirvana, Nevermind. Link per l’acquisto del cartaceo: https://www.amazon.it/dp/B0GYMX8YXW

Ciononostante, è impossibile non pensare che, anche qualora il noto Maestro stesse mentendo – quando sostiene che i posti al Teatro La Fenice si tramandano di padre in figlio – vi sia un fondo di verità alla base del suo discorso.

Sappiamo tutti che, al netto della gente che non vota perché disgustata dalla politica, l’Italia è un Paese tendenzialmente spaccato a metà a livello ideologico – lasciamo perdere, poi, le differenze di orientamento all’interno dei grandi calderoni di destra e sinistra.

Comprenderete bene che non è dunque matematicamente possibile che tutte le persone di cultura siano – come in effetti avviene – afferenti a una qualche corrente del fronte sinistro.

pubblicita per facebook
Link all’acquisto per la seconda raccolta poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite: CartaceoEbook

Bisogna avere un minimo di rispetto per l’intelletto altrui, anche tra acerrimi avversari – persino tra nemici. Come si fa a credere – e voler far credere – che tutti gli scrittori, i pittori, i musicisti, gli attori e via elencando possano essere d’una sola parte? Suvvia, di grazia, siamo seri!

È ovvio che nel Belpaese vige un sistema che, nella maggior parte dei settori, è di stampo paramafiosola sinistra, in un modo o nell’altro, tende a piazzare i suoi, i bravissimi come i mediocri, nei ruoli e nelle postazioni più importanti come marginali. Tra parentesi, sia chiaro, tale prassi non è complottismo becero in stile scie chimiche: sta tutto scritto nero su bianco in Antonio Gramsci e ciò è noto da decenni. Leggetevi i Quaderni dal carcere, se non mi credete, o una qualsiasi introduzione al pensiero del filosofo sardo – perché queste sono proprio nozioni da manuale.

Dunque, sicuramente, in linea del tutto teorica, è ben possibile che anche la Venezi sia arrivata a ricoprire certi ruoli per legami politici, pur essendo mediocre – questo, a oggi, quasi nessuno lo può sostenere e provare oltre la mera speculazione. Il punto è che nella nostra realtà è pieno di gente che occupa immeritatamente una posizione a cui non avrebbe accesso in una società idealmente fondata sulla meritocrazia. Li abbiamo visti tutti, a scuola come in università, in qualsiasi posto di lavoro. Chi lo nega è sicuramente parte del problema, nel senso proprio di essere inserito in tale meccanismo.

Si conoscono naturalmente le obiezioni che arrivano dai sostenitori della sinistra: “Ma come è possibile ciò che dici, visto che governa Fratelli d’Italia e, per esempio, il PCI, in passato, non ha mai fatto parte di un governo?”. La considerazione è dialetticamente spiazzante, bisogna ammetterlo, ma può fare presa solo sugli ingenui. La forza della strategia gramsciana sta proprio qui, nel suo agire a un livello sotterraneo, non immediatamente visibile ai più.

In parole povere, governare senza avere i propri uomini a gestire i vari enti e centri nevralgici di esercizio concreto del potere è sostanzialmente inutile. Se vogliamo, è peggio che avere un ristorante e un cassiere che ti ruba i soldi, perché alla fine questo farà chiudere il locale e si ritroverà senza lavoro; ergo i suoi atti avranno, sul lungo termine, anche un influsso nefasto su di lui. A livello statale, coloro che remano contro il governo conserveranno quasi sempre la propria occupazione. Questi soggetti sono stanzialmente serpi in seno che nessuno può levare via, avvelenatori di pozzi, gente che sistematicamente mette i bastoni tra le ruote.

https%3A%2F%2Fsubstack post media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F4347ca3a 308e 42a6 8b43
Link all’acquisto dell’ultimo romanzo di Matteo Fais, Il cordone ombelicale (Connessioni): Copertina morbidaCopertina RigidaEbook.

Davvero, è inutile cercare di spiegare tutto ciò a chi non lo vuole vedere, a chi vive all’interno di una narrazione in cui la politica si riduce a una lotta manichea tra bene e male. Poi, per carità, ci sta che la sinistra compia tali porcherie – ci sta perché ha sempre fatto schifezze simili, quindi non è una novità –, ma che ci vogliano anche prendere per il culo è roba da reagire in malo modo – ma la gente di destra, purtroppo, non ha più le palle, anzi è più fluida di un intero e coloratissimo Pride.

Per chiudere anche con questo ennesimo strazio, si sappia, insomma, che anche se la Venezi fosse una miserabile direttrice d’orchestra, che dovrebbe girare il sugo con la bacchetta in luogo di dirigere dei musicisti, questo è il minore dei suoi problemi. La sua mossa sbagliata è stata schierarsi apertamente con la parte politica perdente. Se avesse supportato il fronte progressista, avrebbe potuto essere figlia di un pezzo grosso del PCI, sposata con il leader del PD e capace solo di suonare il tamburino per strada che non ci sarebbe stata alcuna rimostranza nei suoi confronti. Questo è poco, ma sicuro.

Matteo Fais

Biografia
MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde e Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente, dopo Le regole dell’estinzione (Castelvecchi), è Il cordone ombelicale (Connessioni). La sua prima poetica è la raccolta L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni). L’ultima si intitola Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore).

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *