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ONTOLOGIA DEI FERRAGNEZ, OVVERO FEDEZ NON PUÒ MORIRE PERCHÉ NON ESISTE (di Matteo Fais)

Io non mi preoccuperei tanto per Fedez. A lui, la morte potrebbe solo giovargli. Intervistato da “Vanity Fair”, aveva dichiarato le sue angosce che, oltre il volare – come non capirlo -, contemplano la possibilità di “sparire all’improvviso” e il “timore d’impazzire per qualsiasi motivo e, da ipocondriaco, di qualsiasi malattia […] Su tutte: paura…

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TORNIAMO A POSSEDERE GLI OGGETTI, PER SFUGGIRE ALL’IRREALTÀ DEL VIRTUALE. IL NUOVO LIBRO DI BYUNG-CHUL HAN (di Matteo Fais)

“Le cose che possiedi, alla fine, ti possiedono”. Ricorderete tutti questa citazione dal Fight Club, film che più di tutti segnò lo spirito alternativo degli anni ’90 – forse, addirittura, più la pellicola, che dette sostanza visiva alla fantasia, del libro di Chuck Palahniuk a cui questa è ispirata. Si trattava di un liberatorio grido…

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ELOGIO DI BERNARD-HENRI LÉVY, INTELLETTUALE CHE FA AMMUTOLIRE I NOSTRI SERVI DI REGIME – PUR CON I SUOI ERRORI (di Davide Cavaliere)

Presso il prestigioso Nexus Institute ha duellato intellettualmente con Aleksandr Dugin, il celebre teorico del nazional-bolscevismo, sostenendo le ragioni della democrazia liberale:  «Combatto per la modernità politica, perché significa democrazia, libertà, uguaglianza tra donne e uomini, laicità e così via. Sebbene la modernità politica sia probabilmente in crisi, respingo l\’idea di un suo declino irreversibile…

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L’AMORE È IL BACIO UMIDO DI UNA CAMERIERA GRASSA – LA NUOVA RACCOLTA POETICA DI DAN FANTE (di Matteo Fais)

Si potrebbe quasi dire che, se non si è americani, perduti in una imprecisata interstate tra l’Arizona, Manhattan e Dio solo sa dove, non si possa mai mettere in versi dei veri sentimenti. I nostri poeti mica lo fanno. Non ce n’è uno che racconti l’incazzo di essersi ritrovato con la carta di credito prosciugata…

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“LA CULTURA È PACE E FRATELLANZA” – SMONTIAMO UN FALSO MITO (di Matteo Fais)

Se si sta ad ascoltare questi disagiati dei progressisti, sembra che la cultura, in ogni sua forma, sia da sempre il più grande contributo alla pace e alla fratellanza dei popoli, come ai buoni e paritari rapporti tra uomo e donna. Tutte stronzate! Questa cretinata, poi, che gli artisti siano uomini liberi, senza legami col…

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CON LA SCUSA DELLA GUERRA, LA CANCEL CULTURE AVANZA (di Matteo Fais)

Questa che stiamo vivendo è una guerra mondiale di posizione, ma di natura psico-socio-antropologico-culturale, che si svolge su tutti i fronti. È la guerra della Cancel Culture, l’avamposto dell’esercito del politicamente corretto nato decenni orsono in America. Un passo al giorno, lenta ma inesorabile, la loro linea avanza quotidianamente verso la distruzione e lo stravolgimento…

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UN LIBRO PER RESISTERE ALLA VIOLENZA, SENZA CEDERE ALLA TENTAZIONE DEL BENE (di Davide Cavaliere)

Nel 2015, dopo gli attentati islamisti alla sede di Charlie Hebdo e al supermercato ebraico Hypercacher, nelle librerie francesi uscì il libro di Tzvetan Todorov intitolato Insoumis, «ribelli», tradotto in italiano col titolo Resistenti – titolo fuorviante poiché fornisce al libro una connotazione di «sinistra» che non possiede.  In esso vengono raccontate otto figure, da…

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SE LA CANCEL CULTURE SCOPRISSE LOVECRAFT…. (di Umberto Camillo Iacoviello)

Negli ultimi anni il fondamentalismo dell’ideologia politicamente corretta ci ha regalato momenti di puro deliro: dalla Oxford University Press che ha chiesto ai propri autori di non disegnare o citare suini e loro derivati per non offendere musulmani ed ebrei; alla Columbia University che ha giudicato Ovidio “troppo violento”, poiché presenta “scene erotiche tali da…

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LEGGETE UNO DEI PRIMI LIBRI DI NIFFOI, “IL VIAGGIO DEGLI INGANNI”, PER CAPIRE COME SI SCRIVE UN ROMANZO (di Matteo Fais)

Più di un importante critico, di quelli della vecchia scuola, ha sottolineato come il problema di base della letteratura attuale risieda nella sua tendenza all’autobiografismo ombelicale. Il fenomeno ricorda la messa in prosa della propria esistenza che tanti pensionati si ritrovano a fare una volta chiusa la propria vita lavorativa. Ma è poi un male…