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UN LIBRO PER RESISTERE ALLA VIOLENZA, SENZA CEDERE ALLA TENTAZIONE DEL BENE (di Davide Cavaliere)

Nel 2015, dopo gli attentati islamisti alla sede di Charlie Hebdo e al supermercato ebraico Hypercacher, nelle librerie francesi uscì il libro di Tzvetan Todorov intitolato Insoumis, «ribelli», tradotto in italiano col titolo Resistenti – titolo fuorviante poiché fornisce al libro una connotazione di «sinistra» che non possiede.  In esso vengono raccontate otto figure, da…

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SE LA CANCEL CULTURE SCOPRISSE LOVECRAFT…. (di Umberto Camillo Iacoviello)

Negli ultimi anni il fondamentalismo dell’ideologia politicamente corretta ci ha regalato momenti di puro deliro: dalla Oxford University Press che ha chiesto ai propri autori di non disegnare o citare suini e loro derivati per non offendere musulmani ed ebrei; alla Columbia University che ha giudicato Ovidio “troppo violento”, poiché presenta “scene erotiche tali da…

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LEGGETE UNO DEI PRIMI LIBRI DI NIFFOI, “IL VIAGGIO DEGLI INGANNI”, PER CAPIRE COME SI SCRIVE UN ROMANZO (di Matteo Fais)

Più di un importante critico, di quelli della vecchia scuola, ha sottolineato come il problema di base della letteratura attuale risieda nella sua tendenza all’autobiografismo ombelicale. Il fenomeno ricorda la messa in prosa della propria esistenza che tanti pensionati si ritrovano a fare una volta chiusa la propria vita lavorativa. Ma è poi un male…

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BUON SAN VALENTINO CON TRE LIBRI CHE RACCONTANO LA BELLEZZA DELL’AMORE TOSSICO (di Matteo Fais, Clara Carluccio e Davide Cavaliere)

FAMMI MALE – ELOGIO DELLA MISTRESS, DELLA VENERE IN PELLICCIA E DELLA NERA GIOIA DEL DOLORE (di Matteo Fais) Una piaga immonda minaccia da ogni lato la passione, nel nostro tempo, uno psicologismo morboso e intollerabilmente indiscreto – che poi non di altro si tratta che dell’ennesima manifestazione dello scientismo imperante. Tu hai da essere…

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TRENT’ANNI DI “LITTLE EARTHQUAKES”, IL PRIMO ALBUM DI TORI AMOS – QUANDO IL FEMMINISMO HA FATTO ANCHE COSE BUONE (di Matteo Fais)

Da non crederci! Parliamo di ogni minchiata che sia anche solo lontanamente associabile al femminismo e nessuno si è sentito in dovere di ricordare, sui giornali italiani, quel magnifico album uscito il 13 gennaio di trent’anni fa, nel 1992, Little Earthquakes, di Tori Amos. Bella, stupenda, leggiadra, elegante e incantevole da causare un mancamento, con…

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PERCHÉ LA SCHWA STA AL LINGUAGGIO COME LA BENEDIZIONE ALLA BIOPOLITICA (di Matteo Fais)

Ma, allora, in Italia, c’è ancora qualcuno che non è completamente rincoglionito?! Miracolo, dopo che il MIUR ha cominciato a usare la famosa “e rovesciata”,o schwa, nei suoi documenti, su change.org (https://www.change.org/p/lo-schwa-%C9%99-no-grazie-pro-lingua-nostra?fbclid=IwAR1lPNa3x9KOockSMzTl-8_jxKd5sCVfTSbk0YtPLJu5N5K4kaD_eQi-qaY), tutta una serie di intellettuali hanno sottoscritto una petizione per la sua rimozione. Ottimo, fantastico, da farsi una sega! Andate a firmare. Ma,…

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ALTRO CHE SANREMO, BUON COMPLEANNO AXL ROSE (di Matteo Fais)

Meglio tracciare una linea netta e segnare un confine, visto che qui si stanno tutti rincoglionendo a livello musicale. Sembra che il vertice del rock siano i Maneskin, ma quei ragazzini, più che rappresentanti della musica del diavolo, paiono bambini dell’oratorio vestiti per il carnevale. La differenza tra loro e la musica è la stessa…

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IL ROCK? PIÙ CHE LA MUSICA DEL DIAVOLO, È QUELLA DEL COXIDIOTA (di Davide Cavaliere e Matteo Fais)

Il rock è sempre stato la musica dei \”ribelli\” – categoria che, giustamente, il filosofo Jean Paul Sartre distingue da quella dei \”rivoluzionari\”. Mentre i primi possono tranquillamente essere dei borghesucci insofferenti che trasgrediscono le norme della loro classe di provenienza per poi rientrare nei ranghi e lasciare il mondo inalterato rispetto alla condizione in…

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L’UNICA COSA ANNIENTATA È LA FANTASIA DI HOUELLEBECQ – MEGLIO CHE VADA IN PENSIONE (di Davide Cavaliere)

Il nuovo romanzo dello scrittore francese, Annientare (La Nave di Teseo), ha come protagonista Paul Raison, confidente del potente ministro dell\’economia, Bruno Juge. Si tratta del solito «primo attore» dei romanzi di Houellebecq: un uomo di mezza età, benestante, che si autoproclama intellettualmente mediocre ma conosce Pascal in modo approfondito, solo, disincantato e dalla vita…