|  | 

QUEL RACCONTO DI BUDD SCHULBERG CHE ANTICIPAVA LA SOCIETÀ DELLO SPETTACOLO E GLI INFLUENCER (di Matteo Fais)

“Con la voce del popolo, Lonesome aveva detto: ‘Il popolo non sa niente. Sono stupidi come dei muli, proprio come me. Noi sentiamo quello che è giusto’” (Budd Schulberg, Un volto nella folla, Mattioli 1885). I mali sociali sono come quelli che aggrediscono il corpo: una bella mattina ci si sveglia e si scopre di…

QUEL BELLISSIMO VIZIO DI LASCIARSI INGANNARE DA VERONICA TOMASSINI E DAI SUOI ROMANZI (di Matteo Fais)

Matti! Devono essere tutti matti! Lei che scrive, loro che hanno il coraggio di pubblicare un libro che è l’antitesi del commerciabile – se lo comprate al supermercato, non mettetelo vicino alla carne, nel carrello, la avvelenerebbe. Hanno scelto la rovina in grande stile – strepitoso! – e l’officiante del rito è certo quella giusta….

 | 

LO SCRITTORE VA A P… PERIPATETICHE – “BLACK TULIPS” DI VITALIANO TREVISAN (di Matteo Fais)

Meglio lasciar perdere le domande generali, quasi metafisiche – e quindi irrisolvibili –, come “Perché gli uomini vanno a puttane?”. Tanto, al di là delle risposte che si possono dare, da sempre gli uomini frequentano le troie e, fino a che il mondo durerà, continueranno ad andarci – il vero problema è, casomai, quando cercano…

“L’ARTE NON RESTITUISCE IL VISIBILE. RENDE VISIBILE”: PAUL KLEE IN MOSTRA, A VENEZIA (di Chiara Volpe)

Non vi sono grandiosità in Paul Klee, nessun vasto panorama, ma molti piccoli oggetti preziosi. Il suo rifugio è il chiuso, cauto mondo nativo, nel quale l\’uomo è portato ad approfondire se stesso, a sviluppare idee, influssi e suggerimenti provenienti da ogni parte, dopo essere stati assimilati e adattati alla propria personalità.  La madre è…

 |  | 

UNA RIFLESSIONE MASCHILE SU “UNA STANZA SOLO PER SÉ” DI VIRGINIA WOOLF (di Matteo Fais)

La prima cosa, quando si ha a che fare con le donne, è non farsi impietosire. È il loro gioco preferito, la loro arma più affilata. L’avversario ti fotte sempre quando ti convince di poter stare a guardia scoperta di fronte a lui. Attenzione, non si tratta di maschilismo. Chi considera le femmine come inferiori…

 |  | 

UN LIBRO CHE È LA MORTE DELLA SESSUALITÀ CONTURBANTE (di Matteo Fais)

Un libro dal titolo così didascalico e, al contempo, imperativo e moraleggiante come Non ridere della vita sessuale degli altri (Rizzoli), di Nao-Cola Yamazaki, va preso in parola evitando di sghignazzare sulle capriole tra le lezuola e i moti dell’animo altrui – per quanto da ridacchiare ci sia, come insegna Lord Chesterfield, che ci ricorda…

 | 

BANANA YOSHIMOTO STA ORAMAI RASENTANDO IL RIDICOLO (di Matteo Fais)

Certi scrittori suscitano l’effetto della vecchia signora imbellettata di cui parla Pirandello in L’umorismo, quella che da prima fa venire da ridere, poi, a pensarci bene, se ne coglie la disperazione che la porta a mascherare l’età per mantenere presso di sé l’amore del marito più giovane e, allora, l’effetto si rovescia. Una su tutte…

 | 

UN NOBEL PER LA LETTERATURA NON DEL TUTTO INGIUSTIFICATO (di Matteo Fais)

Interessante motivazione quella con cui l’Accademia di Svezia ha conferito il Nobel per la Letteratura ad Annie Ernaux: “per il coraggio e l’acutezza clinica con cui scopre le radici, gli estraniamenti e i freni collettivi della memoria personale”. In effetti, oggi, molti partono dall’autobiografismo – tra gli addetti ai lavori, si dice “autofiction” – senza…