e020497e 8382 7b49 5931 ac0dbbc3f430
 |  | 

LE IMBARAZZANTI LEZIONI SULL’ODIO DI MICHELA MURGIA CI INSEGNANO A NON ESSERE COME LEI (di Matteo Fais)

Questa è un’epoca di nostalgismi e feticismi, si sa. I film sono remake; i dischi riedizioni per il trentennale, il quarantennale o il mezzo secolo. Insomma, si tratta di un mondo in cui i vivi sembrano non vivere e i morti sono più vivi che mai, anzi proprio in forma smagliante. Tale condizione tocca ovviamente anche la scrittrice sarda Michela Murgia, di cui la famiglia allargata sta da tempo pubblicando inediti e altri resti – sì, sostanzialmente, stanno raschiando il fondo del barile. È noto che chi muore è in balia di chi resta.

donate
CONTRIBUISCI ANCHE TU A SUPPORTARE IL NOSTRO GIORNALE 
Caro amico lettore, come potrai immaginare, dietro questo blog ci sono diverse persone che collaborano agli articoli che tu quotidianamente leggi. Se desideri supportare la nostra attività, ti saremmo grati se volessi dare il tuo sostegno all’Iban IT53E3608105138290082390113. L’intestatario è Matteo Fais. Grazie di cuore, La Redazione.

A ogni modo, queste sue Lezioni sull’odio (Einaudi), appena uscite in formato cartaceo e che l’autrice tenne all’Università di Aristan, tra il 2011 e il 2012, come tutto il resto della sua opera, sono da leggere non tanto per la loro portata filosofica, quanto per uno studio psico-antropologico del tipo di individuo che gli americani chiamerebbero il Leftist e che noi apostrofiamo con tono molto meno serioso come Il Sinistrorso. È lapalissiano che la Murgia incarnasse tale figura al massimo grado, che ne fosse la versione per antonomasia.

images

Precisamente, lei rappresenta, ancora oggi, la declinazione ideologicamente più strutturata delle nevrosi e manie di tale tipo umano e la sua opera un colossale tentativo di giustificazione e autoassoluzione. Già solo l’idea che la promotrice di una campagna quale Odiare ti costa, in concorso con l’avvocatA Cathy La Torre, abbia tenuto un corso volto a sdoganare tale sentimento fa ben emergere il cortocircuito cognitivo del fronte progressista.

il cordone ombelica pubblicita
ACQUISTA il nuovo romanzo di Matteo Fais, Il cordone ombelicale, Connessioni:
versione con copertina rigida (euro 16): https://shorturl.at/f820z 
versione con copertina flessibile (euro 12): https://shorturl.at/J8MRr 
versione ebook (euro 5, gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited): https://shorturl.at/pAO4U 

In estrema sintesi, la tesi della eroica wannabe Grazia Deledda si condensa nella considerazione che l’odio è un sentimento naturale contro cui è stato rivolto fin troppo stigma sociale. Bisogna, invece, venirne a patti, imparare a maledire, a covare. Bando ai sensi di colpa! Manco a dirlo, sullo sfondo di queste affermazioni sta la malcelata convinzione che simili idee – che, se fossero espresse da uno di Destra (sociale, liberale, radicale, ecc.), lo porterebbero alla carcerazione immediata – siano giuste, almeno nel caso della Murgia e dei suoi sodali, perché il loro odio è giusto, diversamente da quello degli avversari. Per farla breve, loro odiano perché appartenenti alla categoria degli oppressi, o perché loro difensori – categoria che, di volta in volta, adattano e plasmano in ragione proprie battaglie estemporanee –, mentre gli altri sono un branco di stronzi a cui non bisogna poter concedere l’agio di vivere un simile sentimento in libertà, ma solo di esserne i destinatari. Tutto chiaro, quanto prevedibile – da manuale, da libretto rosso di Murgia Tse-tung. Odiare ti costa, ma solo se non sei progressista. Aspettarsi qualcosa di diverso, chiaramente, sarebbe stato da folli o, quantomeno, da conoscitori superficiali dell’opera della scrittrice. L’autrice – e ciò sa bene chi l’abbia letta e abbia assistito a qualche sua conferenza – è sempre stata maestra della supercazzola per giustificare ogni abominio del proprio fronte ideologico.

Ma, ripeto, non bisogna leggere questo libro per le sovraumane banalità che contiene (“Odiare è naturale”), ma perché, proprio nei passaggi meno costruiti e più spontanei – quelli in cui è più sarda che intellettuale, direi, a voler essere cattivo –, la Murgia tradisce il sostrato psicologico che tutti quanti abbiamo sempre pensato la animasse segretamente e che si cela dietro l’impalcatura concettuale. Ve ne riporto alcuni, scusandomi fin da subito per la lunghezza dei passi citati:

pubblicita facebok quattordicesimo numero
È uscito il quattordicesimo numero di “Il Detonatore Magazine”: https://www.calameo.com/read/008031206cf91ecc2a80e

“Io vivo malissimo, ve lo dico: le mie giornate sono terribili, perché due terzi del mio tempo lo devo passare (o lo dovrei passare) a inventare scuse per camuffare quello che in realtà provo – che è l’odio, appunto”

 “Nella vita può anzi rivelarsi necessario odiare persone molto più intelligenti di noi. Non è nemmeno scontato che siano persone cattive […] talvolta non ci si può esimere dall’odiare gente che ha chiaramente un animo migliore del nostro. L’odio, e so che questo sconcerterà molti, può avere bisogno di essere diretto verso persone che non mostrano il minimo difetto a cui dare la colpa. Anzi, il motivo per odiarle potrebbe essere addirittura il fatto che propongano un canone di perfezione umana così stucchevole da risultare invivibile per gli altri. Non c’entra nulla l’invidia eh, c’entra piuttosto il fatto che l’eccellenza, per quanto sia amata e necessaria, bisogna anche sapersela far perdonare”.

pubblicita lirbo Infante Facebook
Quinta uscita per la collana “Scavi Urbani”: Le fabbriche sono già tutte bruciate, di Riccardo Infante (prefazione di Valentino Fossati). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

“Il primo della classe, simpatico a compagni e professori, che non sbaglia mai un compito – o, durante l’ora di ginnastica, un gol in porta – e che non è mai sfiorato, nella propria perfezione, dal dubbio che gli altri debbano fare il triplo degli sforzi per raggiungere la metà dei suoi risultati, be’… costui ha tutte le caratteristiche, secondo me, per essere molto odiato dai suoi compagni malgrado non possano evitare di trovarlo simpatico (anzi, proprio per quello)”.

“La pia donna operosa nel sociale (io vengo dall’Azione cattolica, ne conosco molte di queste), dedita anima e portafoglio alla causa dei diseredati, ha spesso un animo così indefesso nel donarsi che non le verrà mai in mente che altri possano non avere la stessa disponibilità di denaro o di cuore senza per questo essere persone peggiori. La stessa esistenza di questa donna perfetta è una sorta di giudizio universale permanente – e perciò non dubitate mai che colei abbia delle amiche che la vogliono morta, anche solo per poterla ricordare come santa”.

pubblicita per facebook
È uscita la seconda raccolta poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore, collana “Scavi Urbani), ed è disponibile in formato cartaceo e ebook:
(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Non penso che simili parole necessitino di un’esegesi analitica. Ciò che da esse traspare manifestamente è proprio ciò che tutti quanti pensiamo ogni volta che una foto della buonanima ci passa davanti: questa donna non ha potuto fare altro nella propria esistenza che odiare e annegare nel suo veleno. Lo capisco, non è bello ciò che sto asserendo e si tratta di una genealogia della morale vagamente irrispettosa verso una persona che, purtroppo, ha dovuto patire una simile sofferenza. Cionondimeno, questa resta la verità.

pubblicita lirbo parenti Facebook
Terza uscita per la collana “Scavi Urbani”: Il cielo è uno straccio sporco nella stretta della materia, di Luca Parenti (prefazione di Matteo Fais). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

La Murgia difende l’odio perché una natura meschina non ha che quello, esattamente come il fallito, che non sa assumersi la responsabilità della sua assenza di doti, critica colui che, con il proprio sacrificio, è riuscito a costruire qualcosa di fondante. Ancora, sempre se volete e lasciandoci sfuggire un’altra malignità, è un po’ come la brutta che accompagna l’amica e si indigna – quando non grida alla molestia – per gli sguardi dei ragazzi. Sì, volendo essere brutali, non potrebbe essere altrimenti.

A buon conto, se una lezione morale si può trarre da queste patetiche elucubrazioni – che, ribadiamo, sono solo una terapia di autoassoluzione – è che non bisogna mai essere come Michela Murgia. Un animo grande, condannato a una seduta da cui non potrà mai alzarsi, augura a chi gli passa a fianco di camminare per tutti i chilometri che lui non potrà mai percorrere. Una carogna spera, con la bava alla bocca, che tutti gli altri finiscano su una sedia a rotelle, perché desidera vedere le persone soffrire come lui.

La Murgia – possa la sua anima aver trovato pace – è stata una delle più grandi manifestazioni della malattia del nostro tempo, dell’odio diffuso, dell’invidia sociale, ammantati di attivismo e lotta ideale. Ma dietro… Dietro c’era solo una donna che ha sprecato l’esistenza e il cuore facendoli macerare nel sentimento peggiore.

Matteo Fais

Instagram: https://www.instagram.com/matteofais81/

Facebook: https://www.facebook.com/matteo.fais.14/?locale=it_IT

Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi). La sua ultima opera è una raccolta di poesie, L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni).

Articoli simili

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *