DOPO IL REFERENDUM – CIÒ CHE NON SI VUOLE CAPIRE DELLA DESTRA (di Matteo Fais)
Suvvia, era abbastanza chiaro che non avremmo vinto e che, anche se ci fossimo riusciti, sarebbe stato per uno scarto minimo. Lo sapevamo e chi dice il contrario è o in malafede o scemo completo – il sospetto per questa seconda opzione è alto.
La solenne batosta merita, a ogni modo, una riflessione seppur sommaria che la Destra, eccessivamente avvezza, come certe donne, a sovrastimarsi, non fa quasi mai – anche perché ha al suo interno intellettuali ancora più organici di quelli della Sinistra, solo più sfigati e molto meno rispettabili.

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La prima cosa da considerare – e che, mi permetto di ricordare di passaggio, io avevo sottolineato in tempi non sospetti – è che la Meloni, con tutto il codazzo, non ha minimamente il seguito che millanta. Se si elimina dal novero chi non va a votare per sopraggiunto disgusto verso la classe politica e chi continua ostinatamente a sostenere la cosiddetta Sinistra, appare chiaro che l’Italia sia in mano a una minoranza. Mi si dirà che avviene così più o meno in tutte le democrazie occidentali – risponderò che come segnale non è dei migliori.

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Sta di fatto che questo Centrodestra non ha alcun peso concreto nel Paese reale. Sicuramente anche loro sono depositari di un potere, specie economico, tra chi conta, ma non c’è nulla nella loro proposta che scuota il cuore della casalinga come del bottegaio – ammesso che ce ne siano ancora –, del corriere di Amazon come di quelli che hanno uno studio da avvocato o da commercialista.

E ciò ci porta a riflettere su un altro aspetto determinante: se la Sinistra ha un corpo, più o meno coeso, di votanti semimilitarizzati, la Destra non riesce ad appassionare nessuno. L’italiano medio DeStronzo è in tal senso un vero fascista. Con questo termine non intendo un picchiatore irregimentato da squadraccia, pronto a uccidere e intimidire chi non la pensa come lui. La vera natura del fascista italiano, durante il Ventennio, secondo la mia personalissima opinione, era ben lungi dall’essere quella del vero fanatico con la foto del Duce, pronto a morire per la Patria e la sua guida spirituale. La grande fortuna di Mussolini è stata di aver sollevato questo popolo di lassisti senza speranza da qualsivoglia responsabilità. E si sa, l’italiano rinuncerebbe volentieri a ogni libertà, pur di non doversi impegnare in una causa e patirne le conseguenze. Dagli un impiego di otto ore, la pastasciutta in tavola a mezzogiorno ed è fatta. L’importante è che non abbia da dover pensare a niente e meno che mai da versare lacrime, sudore e sangue. In ciò consiste il vero fascismo dell’uomo medio di Destra: il vivere delegando a un timoniere di fiducia.

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Inutile anche fare presente che non aver avuto un ricambio su questo lato della barricata, insomma una Destra evoluta, liberale, ci ha portati proprio a tale sventurata situazione – un vero liberale difenderebbe il sacrosanto principio che gli garantisce la propria libertà individuale, ma noi non abbiamo la fortuna di aver guadagnato questo grado di sviluppo intellettuale e umano.

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Ecco dunque la grande differenza tra Destra e Sinistra in questo disgraziato Paese. Mentre la seconda esiste, è concreta, fatta di uomini e donne che scendono in piazza, che si sentono a ragione o a torto investite da una missione morale; la prima sono solo voti, voti senza conseguenze. Lo si capisce bene guardando, per esempio, a questa iniziativa denominata Remigrazione, lanciata dal casapoundino Luca Marsella, che tante firme online ha raccolto. In termini proprio spicci, la Destra, tendenzialmente contraria a questa immigrazione smodata, riesce anche a raggranellare le firme per un simile progetto, forse a votare qualcuno di apparentemente più moderato che porti avanti tale battaglia, ma non è minimamente disposta a mobilitarsi per essa. Prova ne sia che, quando quella stessa prova a scendere in piazza, i numeri sono ben altri, quando non scendono al di sotto del centinaio.

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Al contrario, la Sinistra pro migranti, quando si tenta di respingere coloro che giungono grazie a gommoni e ONG, si reca nei porti in massa per supportarli. Palesemente, l’impegno di una parte non è comparabile a quello dell’altra.

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C’è poco da dire, abbiamo perso e miseramente. La Destra non è in grado di mobilitare le masse – non si è mai strutturata in tal senso e ciò si nota. La mancata lungimiranza, alla fine, si paga sempre – e giustamente, aggiungerei! Questo è il risultato di non aver mai scommesso sulla formazione di una classe intellettuale, di non aver creato per loro una casa, uno spazio di aggregazione e, nella migliore delle ipotesi, di aver tollerato dei derelitti ancora affascinati da un dannunzianesimo stantio, o da Tolkien e Mishima penosamente tirati per la giacchetta.

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Ahinoi, la Sinistra ha ragione: la gente di Destra è rozza, disinteressata, priva di spirito di partecipazione, ontologicamente inqualificabile. Non crede in niente, se non nel tirare a campare. È senza prospettiva, priva di una progettualità, refrattaria alla costruzione di un discorso culturale diffuso. Non è un caso che sia riuscita a trionfare incontrastata solo quando ha messo alla sua testa un ex socialista. Francamente, qui non c’è solo da sentirsi sconfitti: bisognerebbe proprio vergognarsi di esistere.
Matteo Fais
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Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734
L’AUTORE
MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde e Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo penultimo romanzo Le regole dell’estinzione (Castelvecchi) e l’ultimo Il cordone ombelicale (Connessioni). La sua prima opera di poesie i intitola L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni), la seconda Preghiere per cellule impazzite (Connessioni).