|  | 

VITTORIO FELTRI E I MERIDIONALI (di Matteo Fais)

Vittorio Feltri parte sempre, oramai, parlando, da un punto di vista vagamente autoreferenziale – cioè “io, io, io”. Bisogna anche dire che lui se lo può permettere, con quella mastodontica carriera alle spalle, esattamente come Montanelli. Personalmente, odio esistere, a livello di scrittura, come identità netta. L’impersonalità è una benedizione, la maschera più comoda da…

 |  |  | 

AUGUSTO MONTI, ROMANZIERE BIOGRAFO DELLA NAZIONE (di Davide Cavaliere)

Augusto Monti, «Milite ignoto della letteratura», come amava definirsi, profetizzando l\’oblio che avrebbe avvolto la sua opera letteraria e civile, fu il maestro segreto di una generazione d\’intellettuali torinesi e, pertanto, antifascisti: Cesare Pavese, Massimo Mila, Giulio Einaudi, Norberto Bobbio, Vittorio Foa e Leone Ginzburg. Professore di liceo, portatore di una concezione «missionaria» dell\’insegnamento appresa…

 | 

LE PAURE DEGLI ANTIDEMOCRATICI: DAL CASO VANNACCI ALLA DIFESA DEI POLIZIOTTI MANGANELLATORI (di Matteo Fais)

A rischio di suonare generalisti, bisogna dirlo: gli Italiani sono quasi tutti dei fascistelli di infimo ordine – non fascisti, perché il Ventennio ha troppa dignità culturale rispetto al popolo che, solo incidentalmente, ne ha ospitato la nascita. Naturalmente, dire che sono dei fascistelli significa sostenere che si tratta di democratici a intermittenza. Ci sono…

 | 

IL VOTO SARDO E LA DESTRA SENZA UOMINI (di Matteo Fais)

Parlare della Sardegna e della sua politica è francamente inutile. L’isola è ai confini dell’impero. Per gli Italiani è una gigantesca spiaggia, un diffuso scenario naturale – se vedessero le pale eoliche messe a cazzo! –, i cui abitanti sono soliti cibarsi, come dicono quelli del Nord, di porcheddu – in luogo del porceddu, cioè…

 | 

UNA CONDANNA PER GLI STUDENTI CHE CRTICANO I BAGNI GENDER FLUID ALLA BOCCONI? (di Matteo Fais)

Qual è il più grande rischio di una democrazia liberale? Semplice: rovesciarsi nel suo opposto, divenire un’Unione Sovietica nella difesa dei suoi valori di inclusività e tolleranza. La caratteristica principale di quest’ultima è, infatti, il fatto che essa non va imposta – pena cascare a piedi uniti nel paradosso –, ma diffusa a mezzo del…

 |  | 

I SINTOMI DI UNA SOCIETÀ MALATA: DALL’OMICIDIO DI PALERMO, PER SCACCIARE IL DIAVOLO, ALL’ASSASSINIO DI ALESSANDRA MATTEUZZI (di Matteo Fais)

“Tutti quanti saranno concordi sul fatto che noi viviamo in una società profondamente turbata” scriveva quella mente geniale e folle di Theodore John Kaczynski, altrimenti noto come Unabomber, in La società industriale e il suo futuro. Lui, quale responsabile di tanta degenerazione, additava il progressismo di Sinistra. La tesi è assolutamente fondata, ma forse eccessivamente…

 | 

SANREMO – PERCHÉ, IL POPOLO DESIDERA FORSE QUALCOSA DI MEGLIO? (di Matteo Fais)

L’Italia è quel Paese in cui un gruppetto di 4 amici si ferma in mezzo alla strada per fare un po’ di critica sociale a buon mercato, dalla fine delle mezze stagioni alla manovra governativa, passando per l’evergreen del “non c’è più religione, signora mia”, per poi, infine, prendersi l’un l’altro a braccetto e recarsi…

 |  | 

NON NASCONDETE GLI STUPRI (di Matteo Fais)

Io, se fossi una donna, all’idea che un branco di inutili figli di puttana potesse prendermi, portarmi nei bagni pubblici di un parco e ficcarmelo in culo, francamente, avrei paura. Ma proverei anche rabbia, una voglia di sangue e di vendetta che, solo a metterla nero su bianco, mi rinchiuderebbero in cella. Da uomo, invece,…