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PER SPIEGARE I FATTI DI FRANCIA, RILEGGIAMO GUERRIGLIA DI LAURENT OBERTONE (di Matteo Fais)

Per spiegare quanto accaduto in Francia, dopo la vittoria in Champions, non bisogna guardare i telegiornali, ma rileggere Guerriglia di Laurent Obertone, autore definito da Houellebecq “il grande polemista del domani”. Un romanzo scomodo che prospetta il trionfo incontrastato dell’islam. Il testo è stato un caso letterario in Patria, malgrado il boicottaggio dei media mainstream.

Ripubblichiamo un pezzo di Matteo Fais, del 2017, comparso su VVox Veneto.

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Non poteva succedere che in Francia. Qui da noi gli smidollati letterati nazionali non avrebbero mai contravvenuto ai diktat di quello che Sorrentino, in La grande bellezza, chiama “Il Partito” (sappiamo tutti quale sia). Anche perché, alternativamente, avrebbero dovuto dire addio al lauto appannaggio e alla rendita di posizione garantita agli asserviti dell’intelletto. In Italia andare contro non conviene, specie se ambisci ad avere una carriera letteraria.

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Al contrario Laurent Obertone, pseudonimo di un giovane saggista e scrittore transalpino, ha avuto l’audacia di dare alle stampe questo superlativo romanzo intitolato Guerriglia – Il giorno in cui tutto si incendiò. Chiaramente inviso all’intellighenzia sinistra e sinistrata del suo Paese, Obertone ha ricevuto il consueto trattamento riservato agli oppositori del pensiero unico dominante, la variante democratica al rogo dei libri hitleriano, il boicottaggio. Malauguratamente per i suoi detrattori, che gli hanno negato recensioni e spazi televisivi, l’autore è riuscito comunque a imporsi con il passaparola e a diventare un caso letterario, fino ad approdare anche da noi, pubblicato dalla neonata Signs Books.

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Guerriglia è una storia semplice e lineare che procede consequenziale e incalzante, ma con la forza di una valanga. Si tratta di una narrazione che si inserisce degnamente nel filone distopico, che tanto successo ha avuto negli ultimi trent’anni, da Saramago, con Cecità, al McCarty di La Strada. In particolare, però, trova i suoi antesignani più vicini in Il Campo dei Santi di Jean HYPERLINK “https://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Raspail”Raspail e in Sottomissione di Michel Houellebecq, i due romanzi che hanno raccontato la paura dell’universo occidentale per una possibile presa di potere da parte dell’islam.

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È uscita la seconda raccolta poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore, collana “Scavi Urbani), ed è disponibile in formato cartaceo e ebook:
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Il libro è ambientato anch’esso in una Francia del prossimo futuro, un futuro pericolosamente vicino. Siamo nelle banlieue parigine, oramai abitate solo da immigrati (che, secondo la nuova determinazione politicamente corretta, il governo preferisce chiamare itineranti). Un gruppo di poliziotti recatisi in loco, a seguito di una chiamata di emergenza, viene aggredito e malmenato. Uno di loro, preso dal panico, spara e uccide alcuni degli assalitori. Le forze dell’ordine fuggono spaventate, ma l’azione di difesa viene considerata una intollerabile provocazione, meritevole di vendetta, da parte degli islamici. È così che ha inizio lo scontro. Dapprima Parigi, e nei tre giorni successivi il resto della Francia, vengono messi a ferro e fuoco, senza alcuna pietà. Morte, violenza, stupri dilagano senza che ci sia mai un reale tentativo di arginarli. È un’ecatombe che si realizza con il concorso morale della gran parte dei francesi ridotti, da decenni di discorsi propagandistici politicamente corretti, alla stregua di mansueti lobotomizzati.

La cifra distintiva di Guerriglia, rispetto alle opere narrative affini che l’hanno preceduto e, soprattutto, a differenza del più noto Sottomissione di Houellebecq, è la ricognizione ad ampio raggio che fa della società francese attuale. Restituendoci un racconto della realtà da più punti di vista, dalla blogger benestante e femminista attivista per i diritti degli itineranti, al colonnello in pensione, passando persino per un semplice cameriere, Obertone rilancia la grande ricostruzione del proprio tempo secondo una multi stratificazione narrativa di balzachiana memoria.

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Sesta uscita per la collana “Scavi Urbani”: Senza impegno, di Francesco Di Gennaro (prefazione di Matteo Fais). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Al di là del monito molto chiaro (la Francia potrebbe cadere in tre giorni, questo il tempo di sviluppo della storia), che l’autore si è costruito stando a stretto contatto con esperti in materia di terrorismo, vi è parallelamente un’altra presa d’atto che questi vorrebbe indurre nel lettore: la comprensione di cosa sia divenuto il suo Paese. La Francia che descrive Obertone è il grottesco trionfo del politicamente corretto e di un urbanesimo da smidollati. Vi prevalgono teorie quale quella denominata del buon-vivere-con e vi sono addirittura dei ministeri preposti alla migliore realizzazione di simili idiozie. Per chi non si conforma (chiaramente apostrofato con l’epiteto di fascio, o razzista) vige per legge “una multa di 75mila euro, una pena di tre anni di prigione, una fase di de-radicalizzazione politica, e la pubblicazione dei dati personali integrali sulla bacheca della vergogna”. Com’è ovvio che sia, anche nella Francia frutto della fantasia dello scrittore, i giovani con una cultura universitaria sono i più ottusi veicoli della propaganda, insieme alle solite categorie ben note: “Altrove, i giovani dei quartieri agiati sfilavano per sostenere i loro fratelli relegati ai margini. Tra loro c’erano musicisti, artisti, ecologisti, militari, LGBT, ma anche associazioni per la difesa degli animali”. Al contrario i semplici rappresentano quelli più ragionevoli e accorti, per quanto non propriamente misurati nell’esternare la propria opinione, come nel caso di Marcel. Per gente simile, che non ha studi alle spalle e passa la sua giornata al bar, non esiste diritto di parola: “Finché era possibile ridurre il deviante alla sua estrazione, alla sua non-cultura, alla sua miseria, l’etica del cittadino di sinistra era salva. A Marcel mancava soltanto un po’ di istruzione per pensare come tutti gli altri, come si deve […] Marcel era molto particolare. L’eccezione. Non aveva nulla da perdere. Qualsiasi francese onesto, lavoratore o pensionato, si convinceva invece di avere così tante cose da perdere… in special modo, il proprio posto in questo bel mondo benpensante… I francesi, ben educati all’indignazione corretta, non osavano mai raccogliersi intorno al suo nasone rosso”.

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Seconda uscita per la collana “Sentieri Interrotti”: Dove i calabroni ascoltano le stelle, di Laura Valentina Da Re (postfazione di David La Mantia). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Il delirio umanitario e gli effetti maggiormente devastanti del proselitismo progressista sono in particolare ben visibili nella figura di Zoé, giovane blogger e figlia di uno dei più importanti editorialisti del Paese. La ragazza, un “decalogo della sua epoca”, che “non si depilava per riappropriarsi del suo corpo, per sottrarsi al diktat degli uomini e al business dei cosmetici”, è talmente infarcita dei luoghi comuni buonisti che, anche quando diviene vittima dei soprusi sessuali compiuti dagli uomini di colore, dentro di sé li giustifica asserendo “i riferimenti culturali dovevano essere relativizzati, per comprendere meglio quelli dell’Altro, erede e vittima del patriarcato colonialista”. Un tale discorso trova la sua apoteosi nel vaneggiamento di un’altra opinionista femminista che, messa al corrente delle violenze perpetrate sulle donne dagli itineranti in rivolta, arriva a dire “Donne, noi dobbiamo fare una scelta: o ci schieriamo dalla parte dei razzisti e continuiamo ad accusare gli itineranti di ciò che i media chiamano violenze, oppure ci mettiamo dalla parte degli itineranti e in questo caso dovremmo emanciparci, a dire il vero, accogliendo questo arricchimento che ci spalanca le braccia. Lo dirò molto chiaramente, sorelle: ne ho abbastanza della vostra titubanza borghese! Ne ho abbastanza dei bei discorsi! Apriamo i nostri cuori e le nostre cosce all’Altro! Questa è la vera accettazione, il vero gesto d’amore! La vera rivoluzione!”.

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Terza uscita per la collana “Scavi Urbani”: Il cielo è uno straccio sporco nella stretta della materia, di Luca Parenti (prefazione di Matteo Fais). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Fa un certo effetto leggere simili parole in un testo di fiction, ma è forse solo entro la concentrazione della pagina di un romanzo che i tragici connotati della deviazione mentale di cui è vittima il popolo francese, come quello italiano, emergono maggiormente in tutta la loro irrazionale portata. Il proposito dell’autore è inequivocabile. Non per niente il libro è dedicato “a coloro che non hanno capito”.

Matteo Fais

Instagram: https://www.instagram.com/matteofais81/

Facebook: https://www.facebook.com/matteo.fais.14/?locale=it_IT

Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo penultimo romanzo Le regole dell’estinzione (Castelvecchi) e l’ultimo Il cordone ombelicale (Connessioni). La sua prima opera di poesie i intitola L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni), la seconda Preghiere per cellule impazzite (Connessioni).

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