PRESENTAZIONE – “KAPPUKĒKI” DI EMANUELE FUSI (di Matteo Fais)
Sprofondare: ecco il verbo che meglio descrive l’andamento narrativo e tematico di questo romanzo, Kappukēki, di Emanuele Fusi, appena uscito per Connessioni. Sicuramente il testo più maturo dell’autore, esso narra la storia di Roberto Del Cervo, un ragazzo italiano, figlio di una giapponese e di un avvocato pisano. Dentro di sé, nel sangue, il protagonista sente questa convivenza di due nature che lo spingono idealmente verso luoghi del pianeta tra loro così lontani. Ed è proprio nella terra natia della madre che egli andrà a inseguire il richiamo di quel mondo che lo abita, pur non essendo il suo.

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Nella enigmatica nazione in cui convivono erotismo e repressione, pudicizia estrema e violentissima perversione, l’esistenza di Roberto si perderà, successivamente all’incontro con la misteriosa Miiko Soseki, una giovane studentessa che cela, dietro la ragazza dai modi riservati, la creatura mitica e demoniaca giapponese, quasi una ningyo, “misteriosa sirena giapponese dal torso umano, la bocca di scimmia, i denti e la coda di pesce”. Questa diverrà la sua amante, padrona e la forma ultima della sua pulsione di morte.

Volendo evitare qualsiasi tipo di spoiler che toglierebbe il piacere della lettura data dal susseguirsi dei colpi di scena, non si può comunque evitare di sottolineare come questo sia un romanzo che ha, quale centro nevralgico, a livello tematico, la questione, oggi più cogente che mai dell’identità.
In un mondo senza più confini, in cui ogni forma di legame con la terra viene scoraggiata e vista negativamente, mentre si promuove il nomadismo, il protagonista è il tipico individuo del suo tempo, segnato da un senso di non appartenenza o, quantomeno, di identità fragile, fin nelle viscere. Per tal motivo, successivamente al conseguimento della laurea, decide di spostarsi altrove dall’Italia che, se è per lui la terra natia, al contempo, non ha mai sentito sua (“Vivevo in un leggero ma continuo stato di alienazione. Mi estraniavo improvvisamente dal brusio e dalle grida dei compagni, anche durante i compleanni o le gite scolastiche. Quando festeggiai i miei sedici anni, al Ristorante La Grotta in pieno centro, mi successe improvvisamente di non sentire più le loro voci e di percepirmi come uno straniero davanti a loro. Vedevo i miei amici, udivo le loro voci, come se guardassi un film su un enorme schermo cinematografico, e io fossi solo spettatore senza alcuna parte, come se non appartenessi a quell’umanità”).

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Nel paese nipponico, Roberto, che nella vita ha avuto poche esperienze sessuali, avrà la sua vera iniziazione alla passione e scoprirà come anche la sua identità di genere possa essere messa improvvisamente in discussione, fino a venire distrutta e a tramutarlo in qualcosa che non avrebbe mai immaginato di poter arrivare a essere, Kappukēki.

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Nello scenario di una Tokyo luccicante e seducente, perenne maschera di sé stessa, di un universo nascosto appena dietro la soglia della modernità, si muove una fauna umana dalle passioni torpide e gli intenti inconfessabili. Il protagonista scoprirà una realtà di chiusura e alienazione, di efficienza che convive con il terrore, di orgoglio nazionale che cela un razzismo largamente giustificato da vaste fasce della popolazione. Lui per primo sperimenterà sulla sua pelle la non appartenenza, l’illusione di una società universale che si riduce a siderale solitudine (“Tokyo e il suo cemento inghiottono chi è debole, chi non ce la fa più, chi non ha più speranza. È una città crudele, che può uccidere le anime e poi i corpi, in silenzio e senza fare rumore”).
Il testo è l’ideale per chi ama le trame houellebecquiane, oscure, disturbanti e ha passione per la letteratura giapponese più estrema, quella di Blu quasi trasparente e Tokyo Decadence di Ryū Murakami. Certamente, non ci sono, al momento, in Italia, molti altri romanzi di tale dolorosa intensità.
Matteo Fais
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Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734
L’AUTORE
MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde e Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo penultimo romanzo Le regole dell’estinzione (Castelvecchi) e l’ultimo Il cordone ombelicale (Connessioni). La sua prima opera di poesie i intitola L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni), la seconda Preghiere per cellule impazzite (Connessioni).