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“SONO ANCORA UN ENTUSIASTA DELLA VITA, MA IL MEDICO MI HA PROIBITO LA BIRRA E, QUANDO MI TIRA, ORAMAI È INVANO!” – INTERVISTA A FRANZ KRAUSPENHAAR (di Matteo Fais)

Ogni poeta che voglia dirsi tale dovrebbe sempre rispondere così – in modo poetico, insomma – alla semplice domanda “Come stai?”: “A parte le pillole che devo prendere per il cuore, dopo l\’infarto, sto abbastanza bene. Persino il cazzo tira, per quanto invano”. Franz Krauspenhaar è questo: un cane randagio che sogna una casa, pur…

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BRUNO BRUNINI, “LENTO RITORNO”: UNA MEDITAZIONE POETICA SUL PASSATO E IL RICORDO (di Matteo Fais)

“Tra un pomeriggio di marzo/ e la fine del ricordo,/ non consola l’ordine dei viali,/ il merlo che canta dalle foglie,/ un’eco senza origine/ che il dolore rende perfetto” (Bruno Brunini, Lento ritorno, La vita felice). Sapete chi è a sostenere che in un secolo nascono massimo 3 gradi poeti? Di solito si tratta di…

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LA BELLEZZA MUOVE TUTTO, ANCHE LA TECNOLOGIA – IL CASO DI LENA FORSÉN, LA “CONIGLIETTA” DA CUI NAQUE IL JPG (di Matteo Fais)

Immaginate di andare da Dante Aligheri e dirgli a muso duro che, nella sua attenzione ossessiva per Beatrice, vi è del sessismo, nel senso che tutto ciò che ha scritto è semplicemente motivato dall’attrazione, dalla riduzione della donna a oggetto d’amore. Giustamente il poeta, probabilmente smoccolando come un indemoniato, vi risponderebbe che senza Beatrice e…

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VALERIA FONTE, “VITTIME MAI”: PIÙ CHE CRITICARE, BISOGNEREBBE AIUTARE QUESTA RAGAZZA (di Matteo Fais e Melania Acerbi)

Certi autori riescono a elaborare i traumi che l’esistenza inevitabilmente porta con sé, a mutare per alchimia l’annichilimento in bellezza, il dolore in resurrezione – se non altro estetica. Per farlo, devono accettare la sussistenza del male e trovare la via che, attraverso la creazione e il pensiero, conduce al riscatto. Non sempre ciò avviene….

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LA GERMANIA L’HA LEGALIZZATA, FACCIAMOLO ANCHE NOI (di Matteo Fais)

Era ora, e sarebbe arrivato il momento per una svolta anche in Italia. Strana questa Europa: stessa moneta, con valori diversissimi da una parte all’altra, senza nessun contratto europeo del lavoro e, per molteplici aspetti, piena di differenze rispetto a ciò che è permesso fare. In Germania e Olanda, per dire, la prostituzione è ammessa….

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BLACKOUT POETRY, OVVERO LA POESIA QUANDO NON SI HA PIÙ NIENTE DA DIRE (di Matteo Fais)

In un’epoca in cui non si vive sperando nel futuro, ma cercando di restare in piedi facendo leva sulle solide fondamenta del passato, sembra si cerchi ogni strategia per fare almeno qualcosa di decente, visto che la possibilità dell’eccellenza pare tramontata. Invece di creare un gruppo che proponga nuova musica, si mette su l’ennesima cover…

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IL LIBRO-INTERVISTA AI NIRVANA FA CAPIRE PERCHÉ È SEMPRE MEGLIO NON CONOSCERE I PROPRI IDOLI (di Matteo Fais)

La cosa più bella degli idoli adolescenziali sta forse nella loro siderale distanza. È sempre facile identificarsi con una persona che non si conosce, proprio come amare una donna ideale, perché si può proiettare sulla sua figura tutto quel che si preferisce: il proprio smarrimento esistenziale, la confusione del divenire grandi, la comprensione che nessuno…

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POESIA – UN INTROVERSO NEL MONDO, IL NUOVO FRANZ KRAUSPENHAAR DI “FACCIA DA SUGO” (di Matteo Fais)

\”Voglio sempre più morire come/ città rovinosa, sformata in una signora di orrendi grattacieli,/ per rinascere come uomo, toccando l’oceano con i piedi,/ per essere un cielo a mia volta, molto azzurro, e discreto\”. Franz Krauspenhaar, Faccia da sugo, Ensemble. Non c’è discorso più stupido di quello portato avanti da coloro che lamentano un eccesso…

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TROPPO STATO: DALLA SUGAR TAX AL NUOVO CODICE DELLA STRADA (di Matteo Fais)

Non importa chi vinca le elezioni, questo Paese sembra ogni giorno di più la vecchia e triste Unione Sovietica. Del resto, noi siamo nell’Unione Europea che, quanto a norme assurde, non ha niente da invidiare all’ex blocco comunista. Certo, poi, i nostri politici ci mettono del loro. Non riuscendo a fare un cazzo di concreto…