papini
 | 

LE SCUOLE HANNO RIAPERTO, CHIUDIAMO LE SCUOLE (di Matteo Fais)

Sapete chi è che loda sperticatamente il sistema dell’istruzione? Solitamente colui che l’ha frequentato poco o niente, ma a cui hanno fatto credere che, se avesse studiato, sarebbe divenuto come minimo presidente degli Stati Uniti d’America.

Non è un caso che coloro che la scuola l’hanno seguita in tutti i suoi percorsi fino alla fine, e ben oltre l’obbligatorietà di questa, ne abbiano tutt’altra visione. Il famoso terrorista Theodore John Kaczynski, ai più noto come Unabomber, scrive nel suo manifesto, La società industriale e il suo futuro: “Non è però naturale per un adolescente trascorrere la maggior parte del suo tempo seduto a una scrivania immerso nello studio, poiché il suo posto è fuori, a spendere la sua giornata in attivo contatto con il mondo reale. Ciò a cui i figli dei primitivi venivano educati era in ragionevole armonia con i naturali impulsi umani. Fra i nativi americani, ad esempio, era costume per i maschietti essere addestrati a dinamici inseguimenti all’aria aperta, esattamente quanto i ragazzini di quell’età amano di più”.

donate
CONTRIBUISCI ANCHE TU A SUPPORTARE IL NOSTRO GIORNALE
Caro amico lettore, come potrai immaginare, dietro questo blog ci sono diverse persone che collaborano agli articoli che tu quotidianamente leggi. Se desideri supportare la nostra attività, ti saremmo grati se volessi dare il tuo sostegno all’Iban IT53E3608105138290082390113. L’intestatario è Matteo Fais. Grazie di cuore, La Redazione.

Ma non sono solo gli estremisti a pensare ciò. Thomas Sowell, un liberale convinto, cresciuto in una famiglia nera e non certo benestante, praticamente in ogni intervista, confessa che essersi laureato ad Harvard ha ucciso in lui qualsiasi timore reverenziale verso coloro che sbandierano il titolo conseguito presso tale università come prova di una qualche presunta superiorità. Molto più avanti, e in maniera infinitamente più sistematica, arriverà il filosofo austriaco Ivan Illich con il suo Descolarizzare la società.

Ma noi, in Italia, non siamo stati da meno, quando gli intellettuali erano una seria categoria e non solo questi quattro segaioli che si premiano – o se la menano, decidete voi – vicendevolmente allo Strega. Era il 1914 quando uno dei più controversi autori della storia letteraria nazionale, Giovanni Papini, licenziò un pamphlet incredibilmente detonante per i tempi, la cui eco esplosiva ha risuonato fino ai nostri giorni: Chiudiamo le scuole.

zine 4
È uscito il quarto numero di “Il Detonatore Zine”, una fanzine culturale indipendente dedicata alla poesia contemporanea, alla traduzione e alla ricerca visiva. In questo secondo numero: interviste a poeti italiani, testi inediti, traduzioni di poesia americana contemporanea non ancora pubblicata in Italia, e approfondimenti tra letteratura classica e narrativa dei nostri giorni. Ogni pagina è progettata con un forte lavoro grafico, trasformando la lettura in un’esperienza anche visiva. Una zine pensata per chi cerca nuove voci, linguaggi sperimentali e uno sguardo diverso sulla cultura di oggi. Link all’acquisto del cartaceo: https://www.amazon.it/dp/B0GYMX8YXW

Già l’incipit è di per sé pura poesia anarchica: “Diffidiamo de’ casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengono rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi. Codeste pubbliche architetture son di malaugurio: segni irrecusabili di malattie generali. Difesa contro il delitto – contro la morte – contro lo straniero – contro il disordine – contro la solitudine – contro tutto ciò che impaurisce l’uomo abbandonato a sé stesso: il vigliacco eterno che fabbrica leggi e società come bastioni e trincee alla sua tremebondaggine”. Ovviamente, dal suo punto di vista, scuole e manicomi non possono che vedere aleggiare intorno la stessa nefasta atmosfera.

Papini ne ha proprio per tutti, senza sconti. Tra questi, non potevano che figurare gli entusiasti progressisti del suo tempo: “Non venite fuori colla grossa artiglieria della retorica progressista: le ragioni della civiltà, l’educazione dello spirito, l’avanzamento del sapere…”. Incredibile pensare che, oggi come oggi, i ragionamenti di questi, dopo il woke e la cancel culture, li potremmo addirittura considerare illuminati.

fusi pubblicita 11
ACQUISTA il nuovo romanzo di Emanuele Fusi, Kappukēki, Connessioni:
versione con copertina flessibile (euro 16): https://www.amazon.it/dp/B0H7QF6P43
versione ebook (euro 5, gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited): https://www.amazon.it/dp/B0H7QJG497

Quel che colpisce è come per tanti versi il polemista anticipi, in una forma larvale e con il mero linguaggio dell’invettiva, considerazioni sulla politica del controllo che, molto più avanti nel secolo, saranno del già citato Kaczynski, così come di Foucault: “L’uomo, nelle tre mezze dozzine d’anni decisive nella sua vita […], ha bisogno, per vivere, di libertà. Libertà per rafforzare il corpo e conservarsi la salute, libertà all’aria aperta: nelle scuole si rovina gli occhi, i polmoni, i nervi (quanti miopi, anemici e nevrastenici possono maledire giustamente le scuole e chi l’ha inventate!) Libertà per svolgere la sua personalità nella vita aperta dalle diecimila possibilità, invece che in quella artificiale e ristretta delle classi e dei collegi”; “Lasciateci almeno la fanciullezza e la gioventù per godere un po’ d’igienica anarchia!”. Difficile dargli torto: solo un pazzo potrebbe trovare piacevole la promiscuità data da trenta persone affastellate in un unico stanzone.

image 7
ACQUISTA il nuovo romanzo di Matteo Fais, Il cordone ombelicale, Connessioni:
versione con copertina rigida (euro 16): https://shorturl.at/f820z
versione con copertina flessibile (euro 12): https://shorturl.at/J8MRr
versione ebook (euro 5, gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited): https://shorturl.at/pAO4U

È necessario, poi, sottolineare come Papini proponga, seppur sempre in nuce, un’idea alternativa di pedagogia, non inflitta ma da autodidatta – come, del resto, lui è stato in buona misura. La sua convinzione è che si impara “soltanto dai grandi libri e dal contatto personale colla realtà. Nella quale ognuno s’inserisce a modo suo e sceglie quel che gli è più adatto invece di sottostare a quella manipolazione disseccatrice e uniforme ch’è l’insegnamento”. Questa sarebbe l’unica via anche perché la scuola “insegna moltissime cose inutili, che poi bisogna disimparare per impararne molte altre da sé. Insegna moltissime cose false o discutibili e ci vuol poi una bella fatica a liberarsene” e, soprattutto, “insegna male perché insegna a tutti le stesse cose nello stesso modo e nella stessa quantità non tenendo conto delle infinite diversità d’ingegno, di razza, di provenienza sociale, di età, di bisogni ecc”. Pensate a cosa andrebbe incontro un educatore che, in questo nuovo millennio, suggerisse che non tutti possono apprendere allo stesso modo, perché non tutti sono uguali. Basti vedere come saltano sulla sedia quando sentono parlare di classi separate per gli immigrati.

image 9
È uscita la seconda raccolta poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore, collana “Scavi Urbani), ed è disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Concentrate in pochissime pagine, ci sono davvero considerazioni sul mondo dell’istruzione che tragicamente appaiono ancora attualissime, come se niente fosse cambiato. Tipo i reali motivi che stanno alla base della sussistenza di un tale sistema – motivi tutt’altro che nobili, quali il fatto che “sulle scuole ci mangiano ispettori, presidi, bidelli, preparatori, assistenti, editori, librai, cartolai”. Non si dimentichi, poi, l’aspetto per cui, più che garantire una reale formazione e un sapere ad ampio raggio, l’istituzione in questione serve per formare perfetti impiegati: “E basta guardarsi un momento attorno e vedere quale sia la media intelligenza de’ nostri impiegati, dirigenti, professionisti e governanti”.

image 12
Terza uscita per la collana “Scavi Urbani”: Il cielo è uno straccio sporco nella stretta della materia, di Luca Parenti (prefazione di Matteo Fais). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Ma l’aspetto forse più interessante, in riferimento al testo, a voler guardare alla cogenza temporale più stringente, riguarda la cosiddetta “educazione morale delle scuole”: “Gli unici risultati della convivenza tra maestri e scolari è questa: servilità apparente e ipocrisia dei secondi verso i primi e corruzione reciproca tra compagni e compagni. L’unico testo di sincerità nelle scuole è la parete delle latrine”. Non sarebbe campato in aria l’interrogarsi in merito a come giudicherebbe tale educazione Papini nella sua declinazione tanto auspicata da certi, di questi tempi, di “educazione all’affettività”. Gente che ti insegna a scopare, ad amare, a rispettare – così, per tornare a prima, alla gente che dalla scuola ci mangia, si aggiungerebbero anche gli psicologi affiliati a una certa consorteria di partito che, casualmente, promuove proprio l’introduzione della materia. Dio ce ne scampi! Non sono riusciti a insegnare alla gente a leggere e a scrivere, figurarsi quale sarebbe il risultato di un tale lavaggio del cervello su menti che dovrebbero incontrare la realtà dei rapporti sentimentali, in luogo di farsela descrivere dai grandi che finirebbero per proporre loro, come durante l’infanzia, solo favolette edificanti e per nulla corrispondenti alla guerra che, inevitabilmente, si troveranno ad affrontare. Naturalmente, come suggerisce il buon Papini, è solo sul muro dei cessi che uno troverebbe la realtà delle interazioni tra maschi e femmine.

Matteo Fais

Instagram: https://www.instagram.com/matteofais81/

Facebook: https://www.facebook.com/matteo.fais.14/?locale=it_IT

Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo penultimo romanzo Le regole dell’estinzione (Castelvecchi) e l’ultimo Il cordone ombelicale (Connessioni). La sua prima opera di  poesie i intitola L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni), la seconda Preghiere per cellule impazzite (Connessioni). 

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *