BREVE INTRODUZIONE ALLA MUSICA NORDICA CONTEMPORANEA (di Davide Cavaliere)
I Paesi Baltici – vale a dire, per usare le parole di Czesław Miłosz, quel «territorio del quale si sa soltanto che vi fa molto freddo» – hanno generato alcuni tra i migliori compositori contemporanei.

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Innanzitutto gli estoni, non solo con Arvo Pärt, ma anche con Veljo Tormis (1930-2017), che ha saputo restituire, con vigore e originalità, i legami che uniscono i Baltici alla Finlandia. Il suo Laulusild («Ponte delle Canzoni»), melodie popolari orchestrate per coro misto, trasporta felicemente l’ascoltatore sulle rive del Mar Baltico, nelle foresta di betulle, a un matrimonio di contadini, davanti a una tomba, un po’ come Les Noces di Stravinskij. Nell’Europa «occidentale», Tormis è conosciuto soprattutto per Lauliku Lapsepõli, ossia «L’infanzia del cantante», per soprano e coro femminile. Canto magico di una vocazione musicale, ispirato al regilaul, il canto popolare estone e careliano.

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La musica di Erkki-Sven Tüür (1959) è, al contrario, chiaramente situata nella postmodernità. Il suo oratorio Ante Finem Saeculi utilizza poesie estoni contemporanee e frammenti dell’Ecclesiaste. A quest’opera, talvolta un po’ prolissa, si potrebbe preferire la Seconda Sinfonia, dove Tüür impiega tutti gli elementi che conferiscono alla sua musica una tensione drammatica e ostinata: varietà ritmica, unione di monodie e masse sonore, alternanze tonali-atonali. Quanto a Urmas Sisask (1960), il suo Ciclo del cielo stellato, per pianoforte, è una lettura poetica delle costellazioni, in uno stile che ricorda Debussy e Bartók, soprattutto nel suo tentativo di rendere sonoramente la volta celeste.

La musica del compositore lettone Pēteris Vasks (1946) è da intendersi come un omaggio alla sua patria. Egli evita in modo straordinario i rischi di idealizzazione insiti in tale impresa, dando vita a capolavori quali Lauda, Musica serena e soprattutto la sua Sinfonia Balsis, «Voci (del silenzio, della vita e della coscienza)», scritta nel 1990-1991, quando la Lettonia lottava ancora per la sua indipendenza. Si tratta di un’opera che evoca la natura lettone e ciò che la minaccia, in un linguaggio tonale seducente – che può far pensare al georgiano Kancheli e ai finlandesi Sibelius e Rautavaara –, meditativo, elegiaco, attraversato da forze positive che nascono dalle tonalità più oscure. La Lettonia ha fatto dono al mondo del più grande compositore vivente di musica corale: Ēriks Ešenvalds (1977). Autore toccato da una grazia singolare, che gli ha ispirato opere estatiche e dolcissime, come O salutaris hostia, Stars e Rivers of Light.

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Dall’opera del sopraccitato Eijonuhani Rautavaara (1928-2016) è possibile ascoltare con gioia l’imponente Vigilia per coro, in cui quest’ultimo non si limita a cantare ma mormora, forma grappoli vocali, glissa e punteggia la recitazione liturgica con microintervalli, installando così, al centro del suo fervore, le figure di San Giovanni Battista (patrono di questa Veglia) e della Vergine, come icone splendenti nel crepuscolo del monastero insulare di Valamo, sul lago Ladoga, all’incrocio tra acqua, foresta e cielo, alla confluenza, anche, dell’Ortodossia e della cultura cristiana occidentale, luterana in particolar modo.

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Magnus Lindberg (1958), insieme a Kaija Saariaho (1952-2023), è il rappresentante più brillante della «nuova generazione» finlandese. Se UR testimonia lo stile primordiale dei suoi primi lavori, Joy (per ensemble ed elettronica) e soprattutto Corrente e Duo concertante segnano la sua evoluzione verso il sinfonico e quella che potrebbe essere definita come una maggiore «pulizia sonora»: leggerezza ornamentale, gusto jazzistico per l’equilibrio che, pur non avendo nulla a che fare con una tentazione neoclassica, mantiene le giuste proporzioni tra turbolenza, interazione, melodia, accompagnamento e gerarchia dei piani, senza mai ricorrere a un linguaggio tonale, omaggiando così, involontariamente, il padre della musica nordica: Jean Sibelius.
Davide Cavaliere
L’AUTORE
DAVIDE CAVALIERE è nato a Cuneo, nel 1995. Si è laureato all’Università di Torino. Scrive per le testate online “Caratteri Liberi” e “Corriere Israelitico”. Alcuni suoi interventi sono apparsi anche su “L’Informale” e “Italia-Israele Today”. È fondatore, con Matteo Fais e Franco Marino, del giornale online “Il Detonatore”.