Philip Roth
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LO SCANDALO PHILIP ROTH: EDITORIALI, MERCATO E TRADUZIONI NEL CASO EINAUDI-ADELPHI (di Claudio Di Consoli)

Due anni fa, il mondo dell’editoria subisce uno smacco di quelli clamorosi: le opere di Philip Roth, da Einaudi, passano ad Adelphi, che batte all’asta la storica casa editrice per la bellezza di un milione di euro – la trattativa si svolge con l’agenzia Wyle, che detiene i diritti dell’autore americano.

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Di fronte al clamoroso evento alcuni – pochi – giornali nazionali ne parlano con generale entusiasmo. La salute del libro è ottima, titola qualche giornalista con atteggiamento ottimista – probabilmente perché si parla di cifre a sei zeri, non per altro – e il nipote di Calasso – Roberto Colajanni – ha fatto un colpo da maestro, strappando un autore cult a una casa editrice non da meno. Così Einaudi si mangia le mani, ma la questione volge al termine con un fair play tutto sommato prevedibile, e la critica saluta, con bonaria pazienza, la faccenda Roth, in attesa di leggere le nuove traduzioni – per conto, appunto, di Adelphi – dello scrittore di Pastorale Americana, Ho sposato una comunista, La macchina umana, Lamento di Portnoy.

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Sappiamo bene che Adelphi è una macchina di miti – basterà citare Simenon, che è diventato Simenon grazie ad Adelphi e Calasso. Con Bobi Bazlen, uno dei massimi del secolo scorso, l’idea del libro unicodiede il via a un modo tutto nuovo di pubblicare libri: bisognava affrontare quelle opere in cui si poteva notare che all’autore fosse accaduto qualcosa, un qualcosa che si era poi depositato in uno scritto, con il rischio che non diventasse mai un libro. E Roth rientra a regola d’arte nel canone – nei suoi libri accadono la questione ebraica e l’America, la Seconda Guerra Mondiale e la desolazione contemporanea –.

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Ma torniamo alla questione editoriale. Dopo due anni, nell’ultima settimana, qualcuno – principalmente sui canali social – fa notare che le opere dello scrittore non sono più disponibili nelle librerie, essendo queste in corso di traduzione e dunque fuori catalogo, gridando allo scandalo. Come dobbiamo fare? Adelphi per ora ha pubblicato soltanto Lamento di Portnoy, che ha venduto bene, ma che ciononostante lascia un vuoto immenso.

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Per l’intera opera di Roth (traduzione, copertine, elementi critici) ci vorranno non meno di dieci anni, e sulle piattaforme online è in corso una vera e propria speculazione economica. Libri come Pastorale Americana, il suo capolavoro, sono venduti fino a settanta euro, e questo la dice lunga. Non appena Roth è diventato fattore di scandalo i pochi interessati si sono armati dei suoi libri e se ne sono liberati con non molta difficoltà, piazzandoli sul mercato online a cifre a dir poco criminali.

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Controllate voi stessi: le app di usato sono gremite di questi titoli. Qualcuno li avrà sfilati dalla libreria dei nonni – non sapendo minimamente chi fosse Roth –, altri avranno messo momentaneamente da parte la loro stima dell’autore in vista dei pochi euro facili e veloci.

Dunque notiamo che molti fanno a meno di Roth, ma tutti nello stesso periodo – ovvero queste ultime settimane? Molto strano. Questo è un argomento triste. Ormai è crollata del tutto l’usanza di possedere una letteratura in casa. Noto con frequenza che, dopo aver letto un libro, molti decidono di venderlo, nonostante sia stato di loro gradimento. Che poi un testo possa non piacere e si decida di disfarsene è sacrosanto, ma possibile che Pastorale Americana sia stata deludente per tutti proprio adesso? I libri dovrebbero restare nelle librerie, dovrebbero ammucchiarsi e fare polvere e dare adito a dibattito. Questi sono l’ultimo scudo contro il minimalismo che assedia lo stile contemporaneo, quello che professa un mantra inquietante: cercare la perfezione eliminando il superfluo – variazione del famoso moto “Non avrai nulla e sarai felice”. Questi non hanno niente a che vedere con la sfera materiale della vita – con la sfera mercantile, salvo i gruppi editoriali che di qualcosa devono pur campare.

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Ma queste righe sono rivolte a quelli che, senza scrupoli, hanno piazzato questi prezzi criminali mostrando un dato preoccupante che, nelle case degli italiani, i libri non mancano, manca piuttosto la voglia di leggerli e di conservarli.

Roth dovrebbe restare nelle librerie di chi già lo possiede, o perlomeno essere venduto a un prezzo civile, accessibile a tutti. Intanto, per i più curiosi, è giusto informare che i suoi libri si possono reperire gratuitamente nelle biblioteche di tutto il Bel Paese Italia, ma è scontato immaginare che non si formerà la calca alle porte di queste.

Claudio Di Consoli

Biografia

Claudio Di Consoli è nato a Matera nel 2005, ma vive da sempre a Roma, dove studia Lettere Moderne presso la Sapienza. Sue poesie inedite sono apparse sulla rivista ClanDestino.

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