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IL VERO PROBLEMA È IL PUBBLICO SOCIAL (di Matteo Fais)

La gente si è abituata a pensare, in un’ottica totalmente deresponsabilizzante, che tutti i problemi del mondo dipendano dai vari Donald Trump, Vladimir Putin e via elencando. In verità, il vero dramma sono loro, è il pubblico – di cui i succitati e gli altri potenti sono unicamente l’incarnazione e la proiezione ai piani alti.

La vicenda della coppia, al concerto di Boston dei Coldplay, è in tal senso sintomatica. La trama, per chi ancora non la conoscesse, è presto detta: due amanti erano all’esibizione della nota band e sono stati ripresi dalla kiss cam, una telecamera piuttosto invasiva che cerca e riprende le coppie più belle durante pubblici eventi. I due, vedendosi proiettati sul grande schermo, durante un tenero e sognante abbraccio – in modo istintivo e decisamente sciocco – hanno tentato di correre ai ripari nascondendosi, con il risultato di attirare l’attenzione di tutti, financo del frontman che si è pure fatto sfuggire una battuta. A quel punto, apriti cielo, essendo i due fedifraghi personaggi di spicco entro una grande azienda, con i potenti mezzi di oggi, sono stati rintracciati in un batter d’occhio e dati in pasto alla furia del popolo social, insieme ovviamente ai rispettivi coniugi che si sono trovati, improvvisamente, la bacheca invasa da sconosciuti commentatori pronti a condannare e dispensare pareri – insomma gente che, parafrasando il poeta, “si è presa la briga e di certo il gusto di dare a tutti il consiglio giusto”.

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Ora, i pochi sani di mente rimasti si renderanno conto, senza bisogno del pistolotto della maestra d’asilo, come ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in quanto accaduto, oltre che di inquietante – e non si sta certo parlando del tradimento in sé. Una persona normale, con una vita e un minimo di equilibrio psichico, se apprende, anche contro la sua volontà, di una relazione segreta tra sconosciuti come tra colleghi di lavoro, coglie al volo l’occasione per esercitare il proprio buongusto da persona di mondo e farsi i cazzi suoi. Pensate che miserabili piccoli frustrati che devono essere coloro che sono andati a rintracciare lo screeenshot con la foto dei due, per poi risalire alla loro identità con un sistema di riconoscimento facciale.

È uscito il dodicesimo numero di “Il Detonatore Magazine”: https://www.calameo.com/read/00774819711c36dcf8adc

Peraltro, anche ammesso che si sia trattato di pochi coglioni, almeno in principio, è pur vero che a questi è andata a sommarsi una masnada gigantesca che ha subito sentito il bisogno di spiattellare la notizia ai coniugi dei due amanti, tra sfottò vari e i consueti saggi consigli non richiesti. Una roba da vomito, moralmente incresciosa e più squallida di qualsiasi amplesso consumato in un motel di fortuna.

Non bastava il potere verticale, con la sua tentacolare e terrificante capacità di controllo sulle nostre esistenze e la possibilità di accumulare informazioni riservate sul conto di chiunque. Ora, qualcosa di molto simile può essere fatto anche da un mediocre smanettone che abbia tra le mani un semplice smartphone. Insomma, il Grande Fratello non è più solo l’occhio del Potere che dal Ministero della Verità ci spia, ma è tra noi, ha infiniti collaboratori – del resto, già nel romanzo orwelliano, i delatori davano un profondo contributo al mantenimento del regime repressivo, perpetrandolo invece che boicottandolo. Come detto più volte, in estrema sintesi, un potere verticale nefasto non potrà mai imporsi senza il concorso di uno orizzontale altrettanto maligno.

È uscita la seconda raccolta poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore, collana “Scavi Urbani), ed è disponibile in formato cartaceo e ebook:
(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Ora, se una lezione si può trarre da questa mesta vicenda è che, se il mondo va in un certo modo, è stupido accusare questi soggetti lontani e irraggiungibili – come dire che, per quanto stupido sia il sistema della raccolta differenziata, se per strada è pieno di spazzatura un motivo c’è e, sovente, va ben oltre il problema causato dalle varie amministrazioni, tra inadempienze e stupide soluzioni proposte.

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Questo pubblico social è malato e il network stesso, con la logica perversa dei suoi algoritmi, incoraggia tali comportamenti tossici e ossessivi. Ma la cosa più tragica è pensare che qui non si sta parlando semplicemente di cosiddetti leoni da tastiera, enti astratti che nessuno ha mai visto: queste persone sono tra noi, godono delle disgrazie altrui e, se non le causano in prima istanza, sono certo contente di gettare benzina sul fuoco o di non dare il proprio soccorso, quando si tratta di spegnere l’incendio. La gente è pericolosa, per gli altri e per sé stessa. Il social non fa altro, ogni giorno, che ricordarcelo. Prima che dai vari capi di partito, bisogna guardarsi dal proprio vicino quando lo incontriamo e questo ha in mano il suo fedele smartphone.

Matteo Fais

Canale Telegram di Matteo Fais: https://t.me/matteofais

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Facebook: https://www.facebook.com/matteo.fais.14/?locale=it_IT

Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi). La sua ultima opera è una raccolta di poesie, L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni).

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