COME EVITARE DI DIVENTARE UN IDIOTA FEMMINICIDA (di Matteo Fais)
Di frequente – anche in ragione della manipolazione mediatica, sia chiaro –, si sente parlare di femminicidio. In effetti, per quanto, come appena precisato, il fenomeno non abbia proporzioni preoccupanti come si vorrebbe far credere, esso esiste e va combattuto. Quanto segue è un personale contributo, a uso e consumo maschile, per evitare di rientrare nella categoria di questi poveri coglioni – quella degli uomini che uccidono le donne.
La prima cosa che un uomo dovrebbe comprendere è che sposandosi, oggi come oggi, si espone a un rischio non indifferente, o quantomeno a una fonte di stress quasi certa. La possibilità di venire traditi è altissima. Credere ancora alla monogamia è, su per giù, se mi si consente, una cosa da malati di mente, un retaggio favolistico di un remoto passato – a quanto pare, è successo ad Alain Delon di venir cornificato, figurarsi a voi che, senza offesa, sarete dei cessi a pedali. Non è un caso che, persino il Santo Padre, di recente, abbia invitato a perdonare, nell’eventualità, ben sapendo che la carne è troppo debole e, soprattutto, che oggi siamo tutti un po’ lassisti.

Ergo, se avete idea che subire un tradimento potrebbe farvi incazzare oltremisura, meglio evitare il rischio. Nella vita, bisogna capire che la possibilità di prenderla in culo è sempre più alta di quella di uscirne indenni. Valutate voi, pertanto. Il matrimonio e la convivenza prolungata sono, a volerli considerare con un poco di distacco, vestigia di una società oramai superata, o comunque destinata a un inesorabile declino; una società fondata sulla necessità della divisione dei compiti – l’uomo va in campagna e la donna si occupa della casa –, in cui mancavano la maggior parte dei comfort odierni. Si trattava, insomma, di economie fondate sulla sussistenza, in cui scarso spazio aveva l’erotismo – almeno per come lo conosciamo noi, oggigiorno. In esse, l’unico aspetto perverso o Kinky, era sodomizzare le pecore in campagna, quando non lo si poteva inserire dentro la consorte – fate voi.
Ci sarebbe pure da considerare che solo un narcisista patologico pensa seriamente che una donna possa godere unicamente in ragione del suo uccello – ve lo garantisco, per quanto le femmine siano più selettive di noi, non è così. Aggiungiamo che immaginare di penetrare una unica donna per il resto della propria esistenza, fosse pure Sydney Sweeney, fa sbadigliare solo a pensarci.
La prima considerazione che traiamo è, dunque, che sposarsi è molto rischioso, se non proprio una pazzia. Poi, per carità, qualcuno dirà che il matrimonio di sua zia è felicissimo, ma ciò a livello statistico è davvero poco importante. Esistono sempre casi eccezionali e, del resto, chiunque decida di intraprendere comunque questo viaggio spera di essere felice e scommette sull’impossibile, pur sapendo che, in questa parte di mondo, il 95% di noi, nella migliore delle ipotesi, morirà, quando va bene, avendo mangiato tutti i giorni e poco più, mentre tanti altri, altrove, faranno anche una fine peggiore. Il punto, come sempre, non è rischiare, ma farlo consapevolmente.
Altro aspetto su cui riflettere profondamente è questo: non intraprendete mai una relazione con una donna, se vi rendete conto di non potervela permettere sul piano emotivo, intellettuale e morale. Qui bisogna prendere il problema alla larga, per intenderci. Meglio partire da un esempio molto soft. Considerate una relazione a distanza – a grande distanza. È follia buttarcisi se, come quasi tutti gli uomini o donne comuni, avete bisogno, affettivamente parlando, di qualcuno che vi stia attaccato al culo dal mattino alla sera. Inevitabilmente, la situazione degenererà. O la prendete alla buona, nel senso che vi volete tanto bene e andate avanti così, permettendo all’alto di farsi i cazzi suoi quando capita, oppure mollate il colpo – ci sarebbe, poi, l’eventualità di cambiare città, sia chiaro.

Similmente, prendendo l’ultimo caso di femminicidio avvenuto, non state, come quell’idiota che ha compiuto l’ignobile gesto, se avete 36 anni, con una che ne ha 47 e tre figli alle spalle – non importa se siano questi il frutto di una o più relazioni precedenti. Una donna con dei figli vi metterà sempre, com’è giusto che sia, in secondo piano rispetto ai pargoli – altrimenti, sarebbe proprio una degenerata. Potrete avere, se siete uomini di mondo, rotti alla vita e capaci di mantenere il controllo su sé stessi, una fantastica e speciale amicizia, insomma vedervi per consumare e chiacchierare amabilmente, ma sarebbe folle pensare che una donna in tale condizione possa, anche solo metaforicamente, essere vostra. Il nostro passato ci condiziona, è inevitabile. Una con dei figli ha troppi legami altrove che non vi riguardano – e del resto, sarebbe altrettanto folle prendersi una donna che mollasse quei legami per voi, perché sarebbe priva di qualsiasi senso morale.
I casi da elencare potrebbero moltiplicarsi all’infinito. Prima di avventurarsi in una situazione sentimentale impegnativa, valutate sempre bene il vostro partner. Nessuno è di base sbagliato, ma tutti possono diventarlo se non condividete un certo orizzonte con questi. Ricordate sempre che bisogna essere corazzati per far fronte a certe situazioni. Se volete scalare una montagna, prima di tutto dovete arrivare al sentiero, che vi dovrebbe condurre alla cima, allenati e fisicamente al top. Si fa presto a desiderare un’esistenza sopra le righe, ma bisogna anche esserci portati. Per esempio, molti uomini, a sentirli, desidererebbero fare il mestiere di Rocco Siffredi. Ma siete poi sicuri che ci riuscirebbero a scopare tutto il giorno con ragazze appena incontrate, con cui spesso non avrebbero il tempo di scambiare tre parole? La maggior parte si ritroverebbe impotente di fronte a una situazione simile perché, a meno di non essere un maniaco sessuale, necessita di un minimo di atmosfera per abbandonarsi e non ci riuscirebbe ad averla con una professionista, per di più, magari, avendo dieci persone sul set che, frattanto, filmano e si occupano delle altre incombenze di un set cinematografico.

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Una donna può essere una fonte di ansia e angoscia costante. Pensateci bene prima di lanciarvi in qualsiasi cosa di totalizzante insieme, pensateci per degli anni. Sul lungo termine, tutti riveliamo i nostri difetti – o meglio quelli che tali sono per l’altro. Volgarmente, nessun alcolizzato può nascondere la sua necessità di alcol troppo a lungo. Un compulsivo è tale in tanti aspetti della vita. Ah, non dimenticate mai di intervistare la vostra amata rispetto ai suoi ex. Se non farà altro che maledirli dal primo all’ultimo, non fidatevi. Se farà ricadere tutte le colpe su di loro, sappiate che qualcosa non quadra. Le vittime professioniste sono sempre pericolose. Chi non è in grado di riconoscere errori nel proprio passato, non è mai cresciuto.
Un ulteriore aspetto su cui meditare lungamente è la violenza femminile, per il rischio che questa comporta di generare una reazione uguale e contraria. Solo le persone prive di esperienza pensano che una donna non possa usare violenza nei confronti di un uomo. Certo, le Lorena Bobbitt – quella signora americana che recise il pene al marito – sono molto rare. Più di frequente, la donna, essendo tendenzialmente meno dotata sul piano fisico, giocherà la carta della violenza psicologica. Per esempio, tante, quando vogliono chiudere una relazione, pur di non assumersi le proprie responsabilità – “Mi spiace, non ti amo più, addio” – cercheranno di portarvi all’esasperazione per farsi lasciare o lasciarvi, dopo che avrete sbottato. La strategia si chiama, se non ricordo male, Keep Your Hands Clean – che potremmo tradurre con il nostro “Uscirne puliti”. Niente di troppo drammatico, sia chiaro. Si tratta di strategie psicologiche molto diffuse, con cui il soggetto si fa scivolare di dosso il proprio carico e lo riversa sull’altro. Avete presente tutte quelle frasi tipo “Tu non mi ami più”, “Non mi desideri più”, “Non mi parli più”, ecc., che vi arrivano come un fulmine a ciel sereno, quando in realtà voi siete, anche nella peggiore delle ipotesi, il solito stronzo con cui lei si era messa 5 anni prima. In principio, quando la scopavate 6 volte al giorno, la vostra era una passione folle e bellissima. Ora, semplicemente, il vostro corpo le suscita ripugnanza, anche se continuate ad andare, da trent’anni, tre volte alla settimana in palestra. Capita! Anche qui niente di strano: il desiderio, come già chiarito, è un bene che perde velocemente valore, che da oro si muta in letame come se niente fosse.

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Sovente capita che questo genere di donne, invece di andarsene senza fare sceneggiate napoletane, tenti di tutto per farvi impazzire. Dannazione, non cadete nella trappola! In un momento di rabbia, specie un carattere sanguigno, è facile che compia una stronzata irreparabile. Quando una donna inizia con questa tarantella, salutate, ringraziate e uscite dalla porta a passo di danza. Perdere la libertà per una stronza è da coglioni – e uccidere un essere umano non vi rende migliori di lui, nella maggior parte dei casi almeno, ma specie in situazioni simili. Non lasciate mai che una vi porti allo stremo delle forze. Negoziate una resa immediata – “È stato bello finché è durato, ma penso anch’io che tra noi qualcosa sia venuto meno. Addio”. Non dovete permetterle di riempirvi il cuore di rabbia. Rimanete sempre calmi e freddi. Tanto, a quel punto, la relazione è perduta. Somatizzate e fate buon viso a cattivo gioco.
La violenza sulle donne è sempre sbagliata e cedere alla rabbia un’ammissione di debolezza. Non siate deboli: a un vero uomo non è consentito. Quando sentite certi sentimenti negativi montare – e, sì, molte volte faranno di tutto per il puro gusto sadico di vedervi impazzire –, semplicemente, andatevene. Capita di incontrare donne insostenibili – tanto quanto uomini. Preso atto di come sono, non resta che evitare certi soggetti – e, in ciò facendo, evitare di compromettersi. Si può fare a meno di essere dei totali idioti e si deve scongiurare, ogni volta che è possibile, di trovarsi in situazioni ingestibili. Non dimenticatelo.
Matteo Fais
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L’AUTORE
MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde e Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi). La sua ultima opera è una raccolta di poesie, L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni).