LA FOTOSTORIA: QUALCHE CITAZIONI (di Augusto De Luca)
Augusto De Luca racconta la sua visione della fotografia, della creatività e dell’arte attraverso una raccolta di citazioni personali. Dalla luce e dall’ombra al rapporto con Napoli, Firenze e Bologna, un viaggio nell’immaginario di un fotografo che trasforma città ed emozioni in immagini.
Alcune citazioni del maestro Augusto De Luca:
• Ho sempre avuto dentro di me il germe dell’uomo madre, la creatività mi ha sempre accompagnato. Ho cercato sempre di esprimermi con uno stile ben preciso ma attraverso tutti i materiali e i formati fotografici perché desidero scoprire come la mia creatività si manifesta nelle diverse circostanze.
• La geometria serve come grammatica del linguaggio espressivo nell’immagine. Lo scheletro strutturale, la composizione e il taglio geometrico servono a dare una chiave di lettura all’immagine.
• La grande fotografia è realizzata al momento giusto, ma ha bisogno anche di un taglio giusto che valorizza quell’attimo.

• La fotografia deve vivere di contenuto e di forma, quella che vive solo dell’uno o dell’altro non rimane.
• Io ho molte anime, che vengono fuori a mesi o anni alterni. Sono fotografo, performer, avvocato, collezionista, musicista. Tutto questo fa parte di me, io non elimino niente, semplicemente permetto alle mie diverse anime di alternarsi.
• Se fotografi per gli altri, non verrà mai fuori la tua essenza, finirai per fare cose che hanno fatto tutti, solo perché sai che piacciono.
• Attraverso le mie foto vengono fuori le mie idee, le mie passioni, i miei mostri, chi sono e cosa penso.
• La luce evidenzia ma l’ombra elimina dando all’immagine valori di profondità, di terza estensione e possibilità sottrattive.
• Credo che l’impegno e la tecnica si possono raggiungere con la volontà e lo studio mentre l’inventiva e la passione costituiscono qualcosa in più in quanto elementi innati e inesorabilmente speciali.
• La pizza è qualche cosa di insuperabile, e la scopri, anzi la riscopri in età avanzata, purtroppo proprio quando hai il colesterolo e i trigliceridi troppo alti.
• Il collezionista è qualcuno disposto a mangiare l’opera d’arte, quella che vuole a tutti i costi possedere.
• Mi sento navigatore, o meglio, esploratore dell’immenso universo dell’arte. L’artista è uno scopritore, cerca le chiavi per aprire la porta delle emozioni e l’arte è il luogo dove razionalità, fantasia, verità e finzione si sposano creando una miscela esplosiva.
• Ogni mia foto è filtrata dall’emozione, dal rapporto che si crea tra me ed il luogo da ritrarre. Quando vedo qualcosa che mi attrae, comincio a girarci intorno per trovare la mia inquadratura. È un lavoro su di me e sulla città al tempo stesso.
• Prima di ogni altra cosa io mi sento figlio di Dio. Oggi credo che tutto è importante, ma come in un bel gioco, ha un valore relativo, sicuramente non assoluto come la conversione.
• Sono nato a Napoli ma ho una mamma romana, quindi, nelle mie vene scorre certamente anche un po’ di Tevere.

Napoli:
•. Napoli è un enigma che si offre fatalmente alla chiave onirica e io la amo e le sono riconoscente per aver nutrito la mia fantasia.
• A differenza di altre città ogni elemento fondante è separato dal contesto urbano ed è incorniciato dall’ampio e luminoso golfo; GOLFO e VESUVIO, insomma, fanno da sfondo placentare al Maschio Angioino, al Castel Sant’Elmo, al Castel dell’Ovo, al Palazzo Reale.
• Città surreale per eccellenza, con un santo che, nel surreale, brucia una particolare dedizione a quel popolo alchemico di cui è protettore. Il miracolo di San Gennaro non è un miracolo qualsiasi, è un evento unico al mondo, un prodigio che si ripete ogni anno perché non vadano a vuoto le invocazioni più perentorie e più fantasiose d’una massa di fedeli che dialoga a modo suo col trascendente.
• È lo scontro del FUOCO del Vesuvio con L’ACQUA del Golfo che governa le funzioni vitali di tutto l’universo partenopeo. Così nascono stimoli creativi e grandi passioni.
• Ed ecco venir fuori cento, mille Napoli. La Napoli di opere magiche quotidiane legate alle emozioni, alle angosce, alle paure di timbro infantile. La Napoli del mistero che ha per effetto di dare a ciascun accadimento, per quanto familiare e riconoscibile, un carattere di mai veduto e di coltivare, in tale spiazzamento, la più profonda e singolare delle seduzioni.
• Verità e finzione, realtà e immaginazione, sempre tutto esagerato, eccessivo, contraddittorio, ma, sotto la Napoli del contrasto, della bella cartolina e del buio e tetro vicolo, è la città dal grande passato che mi attrae.

Firenze:
• Camminare a Firenze, prendere un caffè, mangiare, vivere, rappresentano sempre una parentesi, una sosta anche inconsapevole di uno straordinario viaggio nella storia.
• Firenze nell’immaginario collettivo è un’isola con un’enorme quantità di tesori. Città ed Arte si fondono in una sola “idea” dando vita al più grande museo del mondo.
• Passeggiando per le sue vie piene di turisti e di studenti di ogni nazionalità diventa difficile cogliere certe atmosfere, certe vibrazioni che rimangono sommerse e che sono rintracciabili solo all’alba, quando la città è sospesa nel silenzio della sua monumentale bellezza, lontana dalla folla.
Bologna:
• Bologna a differenza delle altre città che ho fotografato, mi ha preso per la gola: avvolgente, sensuale, ghiotta, tondeggiante e abbondante come il suo dialetto e le sue donne.
• Bologna è una città che si svela a poco a poco attraverso i suoi infiniti porticati intrisi di storia che si ramificano simili a cunicoli venosi, arterie, capillari di una città “CUORE”, rossa di terra cotta.
• Ogni angolo mi riservava una sorpresa: una cupola, un campanile romanico, un tetto merlato, uno stemma gentilizio, un giardino, un’arca tombale, un sontuoso palazzo con all’interno un cortile dipinto e innumerevoli torri che spuntavano all’improvviso come funghi dopo una notte di pioggia.
Augusto De Luca
L’AUTORE
AUGUSTO DE LUCA, è nato a Napoli nel 1955. È un fotografo e performer e ha ritratto molti personaggi celebri. Studi classici, laureato in giurisprudenza, è diventato fotografo professionista nella metà degli anni ’70. Si è dedicato alla fotografia tradizionale e alla sperimentazione utilizzando diversi materiali fotografici. È conosciuto a livello internazionale e le sue fotografie compaiono in collezioni pubbliche e private come quelle della International Polaroid Collection (USA), della Biblioteca Nazionale di Parigi, dell’Archivio Fotografico Comunale di Roma, della Galleria Nazionale delle Arti Estetiche della Cina (Pechino), del Museo de la Photographie di Charleroi (Belgio).
Fotografia e arti digitali
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