RECENSIONE – VINCENZO NOTARO, “SOTTOSOPRA. IL MONDO DOPO STRANGER THINGS TRA DECLINO E DESTINO” (di Roberto Addeo)
Ci sono libri che parlano di un’opera e libri che usano un’opera come fenditura per guardare il mondo. Sottosopra. Il mondo dopo Stranger Things tra declino e destino (Passaggio al Bosco, 2026) di Vincenzo Notaro appartiene decisamente alla seconda categoria: un’indagine sul destino dei nostri immaginari, sul modo in cui il mito nasce, si trasforma e rischia di essere divorato dagli stessi meccanismi che lo rendono popolare.

La cosa paradossale, e forse anche la più interessante, è che ho affrontato questa lettura senza aver mai visto una puntata di Stranger Things. Mi aspettavo che questa distanza potesse rappresentare un ostacolo; in verità, è successo l’opposto. Il saggio di Notaro è talmente autonomo, denso e trascinante da avermi fatto venire voglia di recuperare la serie, non per colmare una lacuna, bensì per attraversarla con uno sguardo nuovo. Dopo aver letto Sottosopra, Stranger Things diventa un dispositivo simbolico attraverso cui leggere le inquietudini del presente.

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Con Vincenzo condivido una storia che precede il suo lavoro accademico e teorico. Prima ancora di conoscerlo come studioso di estetica, comunicazione e media, l’ho frequentato in veste di amico e compagno di avventure artistiche, in quella stagione irripetibile dei vent’anni in cui tutto trasudava urgenza: creare, sperimentare, disturbare, cercare una propria voce fuori dal coro.
Erano anni di notti senza fine, di discussioni altrettanto infinite, di progetti improbabili ma necessari, di musica, poesia, teatro e performance. Un periodo in cui il desiderio di rompere gli schemi, lungi da voler essere una mera posa estetica, divenne una necessità di vita. Da quell’energia sono nati percorsi artistici condivisi, esperimenti nel segno dell’assurdo e occasioni come l’apertura dei concerti di Bugo e Zu.

Rileggendo oggi quella stagione, mi sembra evidente che quel movimento non si sia mai interrotto in Vincenzo. Ha semplicemente cambiato linguaggio: l’urgenza è diventata ricerca, la ribellione pensiero critico, l’inquietudine si è trasformata in capacità di analizzare il presente con strumenti sempre più raffinati.
Ed è proprio questa la forza di Sottosopra: Notaro scrive un libro attraverso Stranger Things. La serie diventa una porta d’ingresso verso questioni molto più grandi: il rapporto tra mito e mercato, tra nostalgia e manipolazione, tra desiderio di autenticità e sistemi capaci di trasformare perfino la ribellione in merce.

versione con copertina flessibile (euro 16): https://www.amazon.it/dp/B0H7QF6P43
versione ebook (euro 5, gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited): https://www.amazon.it/dp/B0H7QJG497
Il primo grande merito del saggio è sottrarsi alla lettura più facile. Stranger Things non viene interpretata come una semplice celebrazione degli anni Ottanta, né come una gigantesca operazione di nostalgia. Al contrario, l’autore individua nella serie un campo di tensioni dove emergono le incoerenze del nostro tempo: la paura del declino, la perdita di riferimenti condivisi, il bisogno di ritrovare un senso dentro un mondo sempre più frammentato.
Uno dei passaggi più potenti riguarda la dimensione dell’alterità rappresentata dall’ecosistema alieno della serie. Quel luogo oscuro, che funge da scenario narrativo, diviene la materializzazione di ciò che una società tende a rimuovere: l’ignoto, il perturbante, ciò che sfugge al controllo.

poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore, collana “Scavi Urbani), ed è disponibile in formato cartaceo e ebook:
(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)
Il male, nello sguardo di Notaro, è una presenza che attraversa gli individui e le comunità, muovendosi sotto la superficie; una pressione sotterranea che obbliga a confrontarsi con ciò che non può essere completamente spiegato o addomesticato. Ed è proprio questa tensione a rendere Stranger Things un oggetto culturale così potente: una storia capace di uscire dallo schermo e depositarsi nell’immaginario collettivo, generando linguaggi, rituali, discussioni e forme disparate di partecipazione.
Ma il cuore più profondo del libro, a mio avviso, arriva quando il saggista affronta il problema del destino del mito nella contemporaneità. Qui l’opera supera definitivamente i confini della serie televisiva e apre una riflessione sulla nostra epoca. La distinzione tra mito come poiesis e mito come produzione diventa centrale: il primo è un atto creativo, una forza capace di aprire mondi e produrre significati; il secondo è il risultato della cattura del mito dentro le logiche industriali, dove ogni simbolo può essere trasformato in prodotto, ogni immaginario in piattaforma commerciale.

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Il problema, dunque, non è solo la sopravvivenza del mito, ma la sua trasformazione in merce infinita: continua a circolare, tuttavia, svuotato della sua forza originaria, diventa franchise, marchio, universo narrativo, nostalgia pronta all’uso.
E qui emerge uno dei paradossi più inquietanti del presente: il sistema è così efficace da riuscire ad assorbire anche ciò che gli si oppone. La contestazione si piega in stile, la differenza in estetica, la ribellione si svilisce in categoria di mercato.

(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)
È in questa prospettiva che gli anni Ottanta, analizzati nel testo, smettono di essere soltanto un periodo storico e diventano un gigantesco dispositivo mitologico. Un decennio continuamente ricostruito, celebrato e consumato, nel quale la funzione mnemonica collettiva rischia di trasformarsi in una macchina capace di produrre nostalgia anziché aspirazione a un futuro migliore.
Straordinariamente attuale è anche il concetto di conformity gate, con cui Notaro descrive una delle grandi trappole della contemporaneità: un conformismo così sofisticato da riuscire a travestirsi da individualità. Il paradosso dell’uomo contemporaneo è forse proprio questo: sentirsi libero mentre percorre strade già disegnate, scegliere mentre conferma modelli già stabiliti.

(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)
L’universo digitale amplifica questa contraddizione, offrendo possibilità infinite di linguaggio ma, allo stesso tempo, costruendo potenti meccanismi di uniformazione.
La grande qualità di Sottosopra sta nella capacità di tenere insieme livelli diversi senza mai perdere chiarezza. Filosofia, teoria dei media, cultura pop e analisi estetica convivono in un percorso che cerca di coinvolgere e interrogare il lettore provocando domande.
E forse è proprio questa la sua vittoria più importante: dimostrare che la cultura pop, quando viene osservata con attenzione, non è un territorio minore, bensì uno dei luoghi privilegiati in cui una società racconta le proprie paure, i propri desideri e le proprie contraddizioni.

(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)
Le circa 150 pagine del saggio aprono naturalmente molte altre piste di riflessione: riferimenti, connessioni e intuizioni che una recensione può soltanto sfiorare. La vera esperienza resta quella della lettura.
Partire senza conoscere Stranger Things mi ha permesso di cogliere un aspetto essenziale: Sottosopra è un libro sul destino del mito, ma anche sul nostro destino dentro un mondo che produce continuamente immagini e di rado riesce ancora a generare visioni. E credo che il suo messaggio più importante sia questo: finché continueremo a interrogarci sugli immaginari che ci abitano, esisterà ancora la possibilità di crearne di nuovi.
Un volume che chiede di essere discusso e, soprattutto, che sarebbe un errore lasciare passare inosservato.
Roberto Addeo
Biografia
Roberto Addeo è nato a Nola (NA) nel 1982 e vive a Porto Torres (SS). Ha pubblicato i romanzi La luna allo zoo (Il seme Bianco, 2017; ripubblicato da Emersioni, 2018), T. S. O. (Ensemble, 2019), Murati vivi (Transeuropa, 2022); le sillogi poetiche Globuli (Ensemble, 2018), La mia generazione veste apatia (Link, 2020), Bile (Transeuropa, 2020), Fuori è un bel giorno di sole (La Valle del Tempo, 2023) e ha curato l’antologia poetica Pasti caldi giù all’ospizio. Antologia degli opposti (Transeuropa, 2023). Imperdonabile (Skadoosh Records, 2026) è il primo album del suo progetto solista SUPERDEVA.