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RECENSIONE: “SENZA IMPEGNO”: L’AMORE AI TEMPI DEI REELS (di Isabella Paola Stoja)

C’è una poesia contemporanea che continua a cercare rifugio nella compostezza del verso, nell’eleganza del dettato, in un’idea quasi sacrale della parola poetica. E poi ce n’è un’altra che sceglie deliberatamente di sporcarsi le mani con il linguaggio reale del presente: chat, meme, pornografia, videogiochi, Tinder, notti nei locali, notifiche, alienazione digitale.

Senza impegno di Francesco Di Gennaro, fresco di stampa per Connessioni Editore, appartiene senza dubbio a questa seconda linea.

instagram di gennaro
Sesta uscita per la collana “Scavi Urbani”: Senza impegno, di Francesco Di Gennaro (prefazione di Matteo Fais). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Fin dal titolo, la raccolta mette in scena una generazione sentimentale incapace di abitare davvero il legame: tutto resta reversibile, precario, temporaneo, continuamente sostituibile. L’amore appare come una contrattazione implicita tra individui stanchi, esposti al mercato relazionale dei social e delle dating app, dove persino il desiderio sembra funzionare secondo logiche algoritmiche.

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Non è un caso che una delle poesie più significative del libro ruoti attorno all’attesa di un appuntamento nato online: «hai vinto l’agognato premio / e che premio / un appuntamento».

Qui il rapporto umano assume quasi la forma di una ricompensa digitale, qualcosa da ottenere replicando correttamente codici, tempi, energie, risposte. Poco più avanti, il poeta scrive: «frase per frase / risata per risata / silenzio per silenzio», come se persino la spontaneità fosse ormai diventata imitazione strategica dell’altro.

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È uscito il secondo numero di “Il Detonatore Zine”, una fanzine culturale indipendente dedicata alla poesia contemporanea, alla traduzione e alla ricerca visiva. In questo secondo numero: interviste a poeti italiani, testi inediti, traduzioni di poesia americana contemporanea non ancora pubblicata in Italia, e approfondimenti tra letteratura classica e narrativa dei nostri giorni. Ogni pagina è progettata con un forte lavoro grafico, trasformando la lettura in un’esperienza anche visiva. Una zine pensata per chi cerca nuove voci, linguaggi sperimentali e uno sguardo diverso sulla cultura di oggi. Il presente numero costituisce un omaggio all’estetica grunge, in particolare legata al noto capolavoro dei Nirvana, Nevermind. Link per l’acquisto del cartaceo: https://www.amazon.it/dp/B0GYMX8YXW

Eppure, il punto interessante della raccolta non è la semplice provocazione linguistica. Certo, Di Gennaro utilizza un registro lessicale volutamente basso, aggressivo, colloquiale, spesso osceno. Ma dietro quella scorza si intravede qualcosa di molto meno superficiale: il tentativo di registrare il modo in cui il presente modifica lesperienza emotiva.

L’amore, in questi testi, non tramonta più in paesaggi lirici o contemplativi. Accade piuttosto nelle notifiche, nei “sta scrivendo…” delle chat, nei reels condivisi come surrogato di intimità: «Mandandomi i reels / se continuerai a riderne con me / allora vorrà dire che / il nostro sentire è sincero».

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ACQUISTA il nuovo romanzo di Matteo Fais, Il cordone ombelicale, Connessioni:
versione con copertina rigida (euro 16): https://shorturl.at/f820z
versione con copertina flessibile (euro 12): https://shorturl.at/J8MRr
versione ebook (euro 5, gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited): https://shorturl.at/pAO4U

È forse proprio questo uno degli aspetti più riusciti del libro: mostrare come perfino i gesti più banali e degradati dellecosistema digitale siano diventati, nel bene e nel male, nuovi strumenti di vicinanza affettiva.

In questo senso, l’epigrafe attribuita a Pasolini non appare casuale: Non essere tu il futuro. Sii il passato.

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È uscita la seconda raccolta poetica di Matteo Fais, Preghiere per cellule impazzite (Connessioni Editore, collana “Scavi Urbani), ed è disponibile in formato cartaceo e ebook:
(cartaceo 12 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

Se Pasolini aveva raccontato la mutazione antropologica prodotta dal consumismo, Di Gennaro sembra descriverne una fase ulteriore, ovvero quella di individui iperconnessi ma emotivamente esausti, immersi in un flusso continuo di immagini, pornografia, contenuti e desideri sostituibili.

Molte poesie della raccolta insistono proprio su questa saturazione digitale. In Succoso spettro il soggetto si definisce: «sono uno spettro nella macchina», mentre in Pensieri digitali il mondo contemporaneo appare come un sistema rumoroso e alienante, popolato da «venditori di sogni» e piattaforme che ripropongono «ogni cazzo di mese / lo stesso film di merda».

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Quinta uscita per la collana “Scavi Urbani”: Le fabbriche sono già tutte bruciate, di Riccardo Infante (prefazione di Valentino Fossati). Disponibile in formato cartaceo ed ebook:
(cartaceo 10 euro)
(ebook 5 euro – gratuito per gli abbonati a Kindle Unlimited)

La raccolta si muove così tra nichilismo, ironia e bisogno autentico di relazione. Perché sotto il cinismo ostentato emerge continuamente una richiesta di amore quasi disperata. Forse i versi più significativi sono proprio quelli in cui la maschera sarcastica si incrina: «Cerco qualcuna / che a me s’accompagni / non per vendetta», oppure «Se tu sparisci / io sparisco, cara».

Ed è probabilmente qui che Senza impegno trova il suo nucleo più vero: non nella provocazione, né nellestetica del degrado, ma nella rappresentazione di una fragilità contemporanea che fatica perfino a nominarsi senza ironia.

Anche per questo la raccolta funziona quando evita il semplice effetto generazionale e riesce invece a trasformare il linguaggio consumato del presente in sintomo poetico di un disagio più profondo. Non tutte le poesie mantengono la stessa intensità, e talvolta l’insistenza sul registro volutamente triviale rischia di appiattire la tensione lirica. Tuttavia, nel suo insieme, il libro possiede una voce riconoscibile e coerente, capace di attraversare il lessico della contemporaneità senza addomesticarlo.

In fondo, la vera intuizione di Di Gennaro è forse questa: oggi anche la solitudine parla la lingua dei social.

Isabella Paola Stoja

Isabella Paola Stoja, classe 1990, nasce a Bologna. Cresce in Basilicata a Policoro e nel 2009 si trasferisce a Milano per frequentare la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Oggi è docente di Lettere presso il liceo scientifico “E. Fermi” di Milano. Vive in provincia di Varese con suo marito, sua figlia e i suoi due gatti. Le sue raccolte poetiche sono: La neve dei pioppi (Monetti editore, 2021), Cronache dalla controra (Chipiuneart edizioni, 2022), Lettere a Endimione (Chipiuneart edizioni, 2023). Con La neve dei pioppi e Cronache dalla controra ha vinto il Premio internazionale “Le Pieridi”, con Lettere a Endimione il Premio letterario “Alessandro Manzoni” della città di Arcore.

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