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POLIAMORE: LIMITI E PROBLEMI DEL CAOS SESSUALE (del Dottor Gabriele Lo Iacono)

Per un uomo, trovare la quadra in amore è molto difficile. Il problema riguarda la totalità degli uomini o quasi. Eppure, il tema non viene mai affrontato con metodo e serietà come meriterebbe. E lo meriterebbe perché è in gioco la serenità degli uomini e delle donne e la stabilità delle famiglie. Vediamo qui quali sono le opzioni possibili per un maschio eterosessuale, e alcuni di quelli che, secondo me, sono i relativi pro e contro.

Nella generalità dei casi, un uomo giovane e sano ha un desiderio forte, frequente e insistente di fare sesso. La spinta interiore ad accoppiarsi si genera internamente, ma viene anche suscitata dalla vista o dall’interazione con donne (per semplicità non parliamo qui di omosessualità) più o meno simpatiche e/o attraenti.

Accanto al desiderio sessuale, un uomo giovane e sano, per sentirsi sicuro, ha bisogno di amicizia, affetto, solidarietà, comprensione, calore, costanza, ciò che si può avere solo allinterno di una relazione stabile e relativamente lunga basata sulla conoscenza reciproca, l’accettazione, la lealtà, la sincerità.

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Mentre normalmente, da quando le coppie si uniscono per amore romantico, si cercano le due cose allinterno della coppia amorosa – sia l’appagamento sessuale sia la sicurezza – purtroppo il maschio, e meno spesso la femmina, si abitua al piacere dato dal rapporto sessuale con la medesima partner. Come ha scritto iperbolicamente Arthur Schopenauer nella Metafisica dellamore sessuale, agli occhi dell’uomo che ha posseduto la donna che ama, qualunque altra sembra più attraente.

Così ogni uomo si trova a dover gestire due spinte contrapposte: lamore sincero e ricambiato verso una donna (nella migliore delle ipotesi!) – con l’impegno alla fedeltà che ne consegue – e limpulso animale a fecondare il maggior numero di donne possibile. Per dirla sempre con il filosofo tedesco, qui sono in gioco l’istinto all’autoconservazione, che porterebbe alla fedeltà, e la pulsione a procreare il maggior numero possibile di figli, che è nell’interesse della specie, ma non dell’individuo.

Così, in un uomo impegnato in una relazione stabile ed esclusiva con una compagna, le vicende inconsce e ineludibili della libido fanno sì che, dopo che lui abbia “scelto” una donna come sua unica partner e averla frequentata con regolarità e amata e avere fatto sesso ripetutamente con lei, questa perda il suo fascino. E che parallelamente aumenti l’interesse e l’attrazione verso altre femmine. La perdita di fascino della compagna si manifesta in vari modi, non sempre immediatamente riconducibili in modo chiaro a quella che è la causa, ovvero l’abituazione sessuale che è un aspetto del funzionamento della libido o amore sessuale.

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Le alternative

Questa situazione pone il maschio davanti a un dilemma che ha almeno un risvolto egoistico e uno etico, i quali in effetti si intrecciano tra loro. Egli ha davanti a sé varie alternative possibili, nessuna delle quali è esente da dolori, rinunce, lacerazioni interiori. Tutte, per contro, sono accompagnate a gioie di vario tipo.

1. Monogamia restrittiva

Rinuncio a tutte le altre donne ed evito di frequentarle, restando fedele a questa e accontentandomi della soddisfazione che posso avere da lei – e che comunque ha un andamento altalenante perché la libido in genere tornerà, di tanto in tanto, a investire la compagna rendendola di nuovo interessante e attraente.

2. Monogamia rilassata

Cerco di tenere questa donna come compagna e, al contempo, di assecondare il mio interesse per le altre donne e le frequento, mantenendomi però entro certi confini, che escludono il rapporto sessuale. Ciò può essere fatto nascondendo la frequentazione di altre partner completamente o in parte, oppure informando liberamente la compagna. Questa strategia è rischiosa nella misura in cui suscita paura o l’intero complesso della gelosia nella compagna; ma può essere un buon compromesso tra rischi e benefici. La coscienza del maschio potrebbe essere a posto, se riesce a mantenersi nei limiti imposti dalla sua morale e dalla sua compagna.

3. L’amante

Cerco di tenere questa donna come compagna e, al contempo, di assecondare il mio interesse per le altre donne e le frequento e ci vado anche a letto. Si tratta di avere un’amante. Anche questo può essere fatto nascondendo la frequentazione di altre donne completamente o in parte. Qui sorgono diversi problemi, tra cui:

– quello del senso di colpa; dello stress connesso alla menzogna, per esempio per la paura di essere scoperti e il sovraccarico mentale connesso alla necessità di non cadere in contraddizione;

– il superlavoro relativo all’eventuale dedizione a più donne, con le loro richieste;

– il problema della confusione che si crea dentro di sé quando si è costretti a mentire sistematicamente, confusione sui propri veri sentimenti, sulla strada da seguire in futuro (con l’una? Con l’altra? Con una terza? Solo la terza o tutte e tre?). Può diventare un problema identitario – e secondo qualche autore fondamentalmente lo è, malgrado le baggianate che circolano ampiamente oggi sull’amore;

– il problema della gelosia, che può manifestarsi sia nel caso in cui si cerchi di tenere nascosta la poligamia, sia decisamente molto più grave nel caso in cui la si confessi. La gelosia è un problema sia in sé – perché non si vorrebbe “far soffrire” la persona amata -, sia per le conseguenze che comporta, specialmente quelle di tipo vendicativo. Il problema della gelosia può essere doppio, quando l’uomo si trova sotto il fuoco incrociato di due donne;

– il problema delle pressioni subite da due donne, che potrebbero fare richieste sempre maggiori;

– il problema della perdita: l’uomo non vuole perdere la compagna, perché le vuole bene e lei vuole bene a lui. Lei gli è necessaria – anche se lui di questo può non esserne del tutto consapevole. Se la ferisce troppo, lei se ne potrebbe andare.

C’è poi un altro problema. O per meglio dire, il problema di partenza non è comunque risolto: ci si abituerà anche alla seconda donna. Probabilmente l’abituazione sarà più lenta, se la frequentazione sarà tutto sommato meno intensa di quella della compagna. Ma ci sarà. E ci si ritroverà davanti ai dilemmi che sto elencando davanti a due donne.

È uscito il dodicesimo numero di “Il Detonatore Magazine”: https://www.calameo.com/read/00774819711c36dcf8adc

4. Varie amanti

Una soluzione che potrebbe, a questo punto, venire in mente all’uomo in partenza impegnato e fedele potrebbe essere quella di avere varie amanti oltre alla compagna fissa. Ci sono persone che seguono questa strada.

A questo livello, i rapporti con la compagna fissa (e con le amanti) tendono a diventare superficiali e caotici, se non lo erano già in partenza. I sensi di colpa e la confusione mentale ed esistenziale possono raggiungere livelli stratosferici. Gli incontri con le ulteriori partner non potranno che essere brevi e sporadici, con ciò che ne consegue sul piano della soddisfazione sessuale, la quale dipende dalla conoscenza perlomeno dei gusti sessuali del compagno. Tale conoscenza non c’è, ergo i rapporti sono deludenti. Tanta fatica e tanto pericolo senza avere un guadagno. Eppure sarebbe proprio questo che la natura vuole dagli uomini! (Perlomeno secondo gli psicologi evoluzionisti e filosofi come Schopenhauer, forse anche Freud…). Nella soluzione delle “varie amanti”, farei rientrare anche lo scambio di coppia e il sesso a tre, benché quest’ultima opzione possa essere classificata anche tra le forme del poliamore (vedi punto 7).

Lo scambio di coppia è un tentativo di essere equi: l’uomo della coppia (più spesso che la donna) non riesce a rinunciare al sesso con altre donne e propone alla compagna di non rinunciare neppure lei ad altri uomini. Forse vuole essere equo e trasparente con lei e così è disposto a correre questo rischio. Inizialmente ci si può limitare a fare sesso davanti a un guardone, un voyeurista. Forse lei non lo eccita più da tanto tempo e quindi l’altro, che la possederebbe, non entrerebbe in competizione con lui sotto questo profilo. Magari, invece, l’unione con lei non si basa più sul sesso, o non si è mai basata sul sesso. Oppure lui non è mai andato oltre una relazione finalizzata all’atto sessuale, nel senso che non è in grado di comprendere gli aspetti psicologici della relazione. La donna della coppia (più spesso che l’uomo) si presta allo scambio, in genere prevalentemente per accontentare lui, con la speranza di non perderlo. Per mettere a tacere il presagio delle possibili conseguenze, il triste giudizio implicito sullo stato della propria relazione amorosa, la gelosia e i normali sentimenti di imbarazzo, vergogna e paura che possono insorgere quando ci si accinge a fare sesso davanti a estranei o con estranei, ci si aiuta spesso con alcol e altre droghe. Tra gli svantaggi di questa soluzione, oltre a quelli già accennati sopra, c’è per esempio il fatto che “l’asimmetria può poi presentare conti salati sul fronte della relazione di coppia. La donna ‘non del tutto convinta’ potrebbe sentirsi usata e/o abusata. Oppure, lei o lui potrebbero entusiasmarsi del nuovo partner. Questo può attivare gelosie di intensità non prevedibile, aggressività o innamoramenti a forte componente fisica, fino al punto da lasciare il/la compagno/a storici” (link).

La gelosia potrebbe rinnovare il desiderio sessuale verso la propria donna, e in questo caso l’atto sessuale con la compagna “violata” – la quale, con il darsi ad altri, ha “rivelato” il proprio desiderio (se non, più propriamente, “simulato”) – si carica fortemente della valenza del possesso, della dominanza/sottomissione sessuale e del disprezzo.

Una variante altrettanto trasparente, ma meno equa, consiste nel fare sesso a tre. La variante meno equa di tutte è quella della coppia 100% etero che accetta una terza persona. Questa, in genere, è voluta dall’uomo e si tratta ovviamente di una donna. La variante un po’ più equa è quella in cui il membro della coppia “costretto ad accettare” la terza persona del suo stesso sesso è bisessuale. Gli svantaggi di questa soluzione sono grossomodo quelli elencati sopra. Essendo la soluzione meno equilibrata, la persona meno convinta di percorrere questa strada avrà subito pressioni più o meno esplicite e presenterà, più o meno consciamente, il conto al proprio partner fisso, per esempio perdendo stima e amore per lui o provando sentimenti di ansia e/o rancore. I fautori del poliamore ci tengono sempre a precisare che i membri del gruppo poliamoroso sono tutti consenzienti: tutte le persone coinvolte sanno chi farà sesso con chi e lo accettano liberamente. Sul carattere libero di tale accettazione è lecito avere forti dubbi, come rilevato per esempio da Luca Pes, Ugo Mattei e altri studiosi del fenomeno (vedi E. Grande e L. Pes, Più cuori e una capanna. Il poliamore come istituzione, Giappichielli Editore, Torino, 2018).

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5. L’astinenza sessuale

L’uomo impegnato e fedele può pensare di diventare una specie di asceta e rinunciare a qualsiasi rapporto sessuale, per non rischiare di fare male a qualcuno. A se stesso, vedendo rovinarsi il rapporto con la compagna o subendone l’abbandono. Alla partner, infliggendole il tradimento e la pena del calo della sua desiderabilità. Il primo difetto di questa soluzione è che a differenza delle altre non comprende il piacere del rapporto amoroso e sessuale compiuto con un’altra persona. Si può sperare di riuscire con il tempo a fare il callo all’astinenza dai rapporti sessuali. È una scelta che ha sicuramente dei vantaggi. Permette di conservare una sorta di libertà, compatibile con un’amore di altro tipo che può essere condiviso con tante persone. Tuttavia è molto, molto difficile cercare di arginare la pulsione sessuale, e spesso non ci riescono neppure i sacerdoti. Inoltre, la rinuncia potrebbe ripercuotersi negativamente sulla salute fisica e mentale e sullo stesso desiderio di vivere.

6. Il sesso a pagamento

Quale che sia la strada intrapresa fra quelle prospettate fin qui, le prostitute danno la possibilità di avere rapporti sessuali. Tuttavia pare che spesso i rapporti sessuali con una prostituta non siano molto soddisfacenti per vari motivi. Ovviamente in genere la prostituta non stima il cliente, non lo ama, non si prede cura di lui. Finge il piacere, e di riflesso l’atto sessuale diventa meccanico, perde alcuni dei suoi lati più interessanti. Al di là dell’aspetto provocante, la prostituta potrebbe non piacere veramente al cliente come persona. Si arriva in genere troppo velocemente all’atto sessuale e questo può provocare imbarazzo. C’è il timore delle malattie sessualmente trasmissibili, che, nonostante le precauzioni, potrebbe inibire. C’è l’idea che questa donna, poco prima, sia stata con qualcun altro e, poco dopo, andrà con un altro ancora e questo per qualcuno non è esattamente eccitante. Non essendoci la conoscenza reciproca, alla qualità del rapporto sessuale potrebbe mancare qualcosa di importante. Resta poi il problema del tradimento della persona amata, anche se, non essendoci coinvolgimento affettivo, o essendo questo limitato, il senso di colpa potrebbe essere più circoscritto. Occorre tenere un segreto, anche se si tratta di poca roba.

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7. Poliamore e coppia aperta

Oggi viene vagheggiata l’idea del poliamore e/o della coppia aperta. “Sono attratto da altre, perché rinunciare? È come mangiare il centro della pizza e gettare via il bordo; posso prendere il meglio, perché non farlo?” Per essere politically correct, si dice di essere disposti a concedere la medesima libertà all’eventuale compagna. In questo modo si trascura il fatto che ci si sentirà soli e incerti (in sintesi, angosciati) perché non si potrà contare sulla presenza di nessuno. Che cosa garantisce che leventuale compagna non si innamori del suo prossimo partner occasionale? Ci si illude sulla qualità dei rapporti sessuali occasionali. Ci si illude di poter avere il piacere separandolo dalla fatica, dal dolore, dallimpegno, dalla paura, dalla riflessione. Si ignora il fatto che ognuno ha bisogno di essere amato, di essere necessario a qualcuno, di essere rassicurato e aiutato a dare un senso agli eventi della propria vita.

I rapporti di questo tipo rivelano subito la loro illusorietà, ma pare che le persone coinvolte non abbiano gli strumenti per opporsi a ciò che in definitiva è solo uno spot pubblicitario, una promessa menzognera. Per la mia esperienza di psicoterapeuta, le persone coinvolte negli esperimenti poliamorosi arrivano regolarmente a pentirsene e/o a fare danni intorno a sé. Sono molto confuse su ciò che cercano. Conoscono poco se stesse e i propri sentimenti, che non sanno decifrare e comprendere; non hanno gli strumenti concettuali ed emotivi per districarsi in questa complessa problematica. Se in tutto il mondo Homo Sapiens ha inventato istituzioni come la famiglia e il matrimonio è perché ha già sperimentato i limiti e i problemi del caos sessuale. Il poliamore è incompatibile con la procreazione e con l’istituzione che dovrebbe sostenerla. Non può esserci procreazione senza collaborazione e solidarietà tra i protagonisti della procreazione stessa, e il gruppo che collabora a questo fine è la famiglia. Il poliamore è una fantasia per giovani senza futuro e per persone che hanno già assolto la propria funzione riproduttiva. È per ingenui che abboccano all’illusione della libertà e del piacere assoluti, il cui perseguimento porta inevitabilmente a sentirsi naufraghi nello spazio siderale.

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Aldo Carotenuto (Il gioco delle passioni, Bompiani, Milano, 2013) afferma che “è fondamentale continuare ad avere fiducia nelle relazioni interpersonali [] non dovremmo mai dimenticare che se esiste un segreto della felicità’ questo è racchiuso nel rapporto con lAltro(p. 20). E più sotto: “Mi piacerebbe poter rinfrancare coloro che inseguono il sogno di un amore a lieto fine […] ma purtroppo l’esperienza mi ha convinto che la felicità non appartiene all’amore, se non come sua espressione fugace e tenacemente contrastata dalla realtà” (p. 28).

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La relazione con laltro ci porta inevitabilmente a toccarne i limiti e a riportarci alla fondamentale solitudine di ogni essere umano. Per quanto si possa essere coscienti delle trappole del desiderio, della passione e dell’amore, che non mantengono mai quello che promettono, è pressoché impossibile non cedere a queste lusinghe, che tormentano anche i monaci e gli asceti. Qualcuno commette sempre gli stessi errori, come una mosca che cerca di passare attraverso il vetro di una finestra chiusa. Qualcuno prova a sbagliare perlomeno in modo diverso (come ha scritto il mio amico Riccardo Infante, filosofo e poeta, “Occorre fare tanti piccoli errori prima di arrivare a compiere una scelta veramente sbagliata”). Qualcuno cerca di distrarsi in modi più o meno drastici perseguendo piaceri sostitutivi – fino all’estremo delle droghe. Qualcuno rinuncia alla vita stessa in una chiusura depressiva o con un suicidio vero e proprio.

Ognuno dovrebbe cercare di trovare la propria via, che non può che essere personale dato che ognuno ha la propria dotazione fisica e istintuale, il proprio carattere, la propria storia, il proprio ambiente, i propri valori. Ma di certo strade facili non ne esistono e ogni vita richiede cambiamenti di rotta durante il percorso.

A chi ha scelto il percorso della monogamia consiglio la lettura del mio libro D’amore e daccordo. Guida psicologica per la vita di coppia che continua ad aiutare centinaia di persone a trovare la propria strada tra le difficoltà connesse a una scelta consapevole di amore e rispetto per sé e per l’altro.

Gabriele Lo Iacono

L’AUTORE

Gabriele Lo Iacono è psicologo, saggista e traduttore dall’inglese. Da trent’anni lavora come psicoterapeuta cognitivo-comportamentale con giovani e adulti.  Già docente di psicoterapia cognitivo-comportamentale presso varie scuole, è supervisore clinico.  Oltre alle problematiche connesse alle difficoltà di rapporto con gli altri e all’ansia, lo stress e la depressione, ha approfondito lo studio e il trattamento delle difficoltà  amorose e di coppia, a cui è dedicato il suo primo libro, D’amore e d’accordo. Guida psicologica per la vita di coppia, pubblicato in prima edizione da Erickson, Trento, nel 1999. Ha collaborato con varie riviste di psicologia ed è stato per vent’anni unico redattore dalla “Rivista di psicologia dell’emergenza e dell’assistenza umanitaria”.  Ha tradotto dall’inglese un centinaio di saggi per vari editori, per la maggior parte di argomento psicologico. Svolge attività di ricerca indipendente. Il suo ultimo trattato è Psicologia degli sport estremi. La vita nelle mie mani, Calzetti e Mariucci, Torgiano (PG), 2024, l’unica opera in lingua italiana dedicata all’argomento. Cura il blog Psicoterapia e dintorni che tratta di tematiche attuali in cornice psicologica, filosofica e religiosa.  I suoi hobby principali, oltre alla lettura e alla scrittura, sono il nuoto, la pittura, la falegnameria e il restauro di mobili. info@gabrieleloiacono.it |www.gabrieleloiacono.it 

Dott. Gabriele Lo Iacono
Psicologo psicoterapeuta
Via Vittorio Veneto 146
38122 – Trento
+39 339 6033913
https://www.gabrieleloiacono.it

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