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IL PASSATO, GRAZIE AL CIELO, È MORTO  (di Matteo Fais)

[…] la gloria postuma si fonda sempre su un malinteso. Che ne sanno di quei nipoti che verranno a rintracciarli fra di noi? L\’immortalità è un alibi terribile: non è facile vivere con un piede al di là e uno al di qua della tomba. Com\’è possibile sbrigare le faccende quotidiane quando le si guarda…

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SOSTENERE CHE IL PASS SANITARIO SIA UNA MISURA DA ANNI \’20 È PURA IDIOZIA (di Matteo Fais)

Provate a immaginare, per un attimo, Mussolini che si affaccia dal balcone di Palazzo Venezia. La mascella è la stessa, pure la divisa militare, così come la postura ostentatamente fiera e volitiva. La folla si leva in un boato spaventoso, simile a quello di un esercito pronto a sferrare il suo attacco mortale. Figuratevi LVI…

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IL FASCISMO COME DISTURBO PSICHIATRICO DEL PROGRESSISTA (di Matteo Fais)

Fantastico! Ieri, leggendo i giornali – la preghiera del mattino dell’uomo moderno, per dirla con Hegel –, ho contato almeno sei articoli in cui si parlava di fascismo… IL FASCISMO! Parliamo di un movimento che si è sviluppato e ha proliferato quando i miei nonni, tutti ampiamente morti, erano giovani. E io, infatti, quando ne…

DEMOCRATICI “SOTTERFUGI” INTERNAZIONALI (di Andrea Sartori)

Queste elezioni americane non sono altro che l’ennesima cartina di tornasole dei nostri tempi. Parlare di vittoria di Biden sarebbe come parlare della vittoria di Serse alle Termopili o di Napoleone a Borodino. Trionfi sofferti che però si sono rivelati “sconfitte morali”, preludio al successivo disastro. Le elezioni del 2020, innanzitutto, archiviano per sempre la…

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PIANO CON I SOLITI SOCIOLOGISMI – DI CHI È LA COLPA DELLA MORTE DI WILLY? (di Lorenzo Zuppini)

La società non esiste perché esistono gli individui. Sulla tragica fine di Willy Duarte non ho voluto leggere niente perché so già tutto. E tutti lo sappiamo, sebbene questi siano casi ghiotti per certa sociologia impegnata a scrivere inutili faldoni, buoni solo a farci poi precipitare nella dietrologia antifascista più grottesca, la narrazione per cui…

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GIORGIO BOCCA: UN PROVINCIALE OPPORTUNISTA E CERCHIOBOTTISTA, INTERESSATO PIÙ ALLA CARRIERA CHE ALLA VERITÀ (di Davide Cavaliere)

Ho letto l\’autobiografia di Giorgio Bocca per una ragione parrocchiale: nacque a Cuneo, come me, settantacinque anni prima. Nonostante il tempo trascorso, sette lustri, il titolo del suo memoriale rimane di un\’attualità sconcertante: Il provinciale. Chi, ancora oggi, nasce a Cuneo, non può che essere etichettato come tale, \”provinciale\”, perché la suddetta città è un\’immensa…