MISTERI ITALIANI: IL MOSTRO DI FIRENZE E LA PISTA INCEL (di Lord Harold Crichton)
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MISTERI ITALIANI: IL MOSTRO DI FIRENZE E LA PISTA INCEL (di Lord Harold Crichton)

PREFAZIONE NECESSARIA, MA NON IPOCRITA Chi scrive non ha intenzione di mancare di rispetto alla memoria delle vittime, né tantomeno ai loro cari (come troppi han fatto fino ad oggi).Ciò premesso, è giunto il momento di dirlo chiaramente: sul Mostro di Firenze è stato fatto un mercato editoriale che nemmeno Peter Foster nei giorni di…

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REUNION DEGLI OASIS? CHE TRISTEZZA QUESTI QUARANTENNI (di Matteo Fais)

Se esci e vai a una serata, ci sono solo cover band. Se pubblicano un nuovo album, si tratta di una riedizione di qualche disco storico, in occasione del ventennale, trentennale, quarantennale, cinquantennale – di solito, a quel punto, forse per pudore geriatrico, si fermano. Se un concerto è molto atteso, manco a dirlo, si…

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QUARANT’ANNI DI “SYNCHRONICITY” DEI POLICE, UN DISCO INVECCHIATO FANTASTICAMENTE (di Matteo Fais)

Correva l’anno 1983 e la musica era ancora una cosa seria. Certo c’era già il rap, in qualche sua forma, ma non la trap. Il commerciale e la disco music andavano alla grande, ma vi era ancora un ragionevole equilibrio tra prodotti rivolti al mero consumo, i tormentoni insomma, e ciò che era destinato a…

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SHANNEN DOHERTY E IL NOSTRO ESSERE PER LA MORTE (di Matteo Fais)

Era abbastanza prevedibile che la morte di Shannen Doherty cagionasse un cordoglio generalizzato, sui social, in una generazione, nata tra la fine dei ‘70 e l’inizio degli ‘80, cresciuta nelle prime manifestazioni dell\’iperrealtà televisiva – quella che qualcuno, ora, si affanna addirittura a rivalutare. Il nostro esistere si spostava quasi totalmente nella comfort zone di…

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IL NUOVO ALBUM DI KERRY KING? SE NE POTEVA FARE A MENO (di Matteo Fais)

La cosa più brutta della vecchiaia è il non voler accettare l’idea di doversi fare da parte, che anche il più creativo ha un limitato numero di cartucce da sparare, prima di ridursi a essere l’imitazione di sé stesso. Ecco perché, paradossalmente, la morte è spesso giunta a scongiurare una fine ingloriosa, almeno per tanti…

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QUANDO I MORBID ANGEL INVENTARONO IL DEATH METAL CON “ALTARS OF MADNESS” (di Matteo Fais)

I ragazzi di oggi difficilmente potranno capire quale fosse l’atmosfera prima della fine del Millennio e come, anche il passaggio da un decennio all’altro, sia stato segnante per un musicista, dato un avanzamento tecnologico sempre più impattante. In questi tempi odierni, praticamente chiunque, con un po’ di inventiva e qualche migliaio di euro, può registrare…

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IL MUTAMENTO ANTROPOLOGICO DELLE FEMMINE SPIEGATO CON LE CANZONETTE ANNI ’80-’90 (di Matteo Fais)

“I used to love her, mm, oh, yeah, but I had to kill her/ She bitched so much, she drove me nuts/ […] I had to put her, ooh, six feet under/ And I can still hear her complain” – “La amavo tanto, sì, ma l’ho dovuta uccidere/ troieggiava a più non posso, facendomi impazzire…

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IL “NEW YORK TIMES” CHE ATTACCA I CINEPANETTONI È RIDICOLO, L’ITALIA È MOLTO DI PIÙ (di Matteo Fais)

A quanto pare, a New York, non hanno niente di meglio da fare che prendere la rincorsa da quel lato dell’oceano per arrivare fino a noi e sbatterci la faccia in culo. Nella persona di Jason Horowitz, corrispondente europeo, il “New York Times” si spinge fino a Cortina d’Ampezzo per una festa in occasione del…

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IL POSTMODERNO: CHE VUOL DIRE E PERCHÉ LO SIAMO UN PO’ TUTTI (di Matteo Fais)

Se frequentate i social, avrete certo sentito parlare più e più volte di postmoderno. Nel 95 percento dei casi, meglio saperlo, il termine è usato impropriamente, se non addirittura a cazzo di cane, facendo addirittura confusione tra la società postmoderna e quella liquida del fu Zygmunt Bauman. Peraltro, sovente, l’accezione negativa data al termine deriva…