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REUNION DEGLI OASIS? CHE TRISTEZZA QUESTI QUARANTENNI (di Matteo Fais)

Se esci e vai a una serata, ci sono solo cover band. Se pubblicano un nuovo album, si tratta di una riedizione di qualche disco storico, in occasione del ventennale, trentennale, quarantennale, cinquantennale – di solito, a quel punto, forse per pudore geriatrico, si fermano. Se un concerto è molto atteso, manco a dirlo, si…

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I “CATTIVI MAESTRI” NON ESISTONO (di Matteo Fais)

Il più grande peccato del marxismo e di tutti i sistemi di pensiero basati sul determinismo è ritenere che il soggetto non esista e si riduca a un semplice prodotto delle strutture. Volgarmente tu sei ciò che sei perché nato in un determinato contesto antropologico-culturale, per aver studiato in certe scuole, frequentato certi ambienti, conosciuto…

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SALVATORE NIFFOI INEDITO – IL ROMANZIERE SARDO NEL RUOLO DI POETA E SCRITTORE DI CANZONI (di Matteo Fais)

Si comincia quasi sempre dai versi, anche quando poi si approda alla narrativa. Sarà perché sembra più semplice vergare 20 righe, con poche parole in ognuna, in luogo di 200 pagine – in realtà, è quello il mestiere più difficile, misurare l’espressione fino a farle dire più di quanto sia scritto. Abbastanza presto, ciò diviene…

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ADDIO MAESTRO: IN MORTE DI NINO NONNIS (di Matteo Fais)

Apprendiamo con amarezza della scomparsa improvvisa del Maestro Nino Nonnis, poeta e scrittore sardo. Per l’occasione, riproponiamo una recensione, rivista e corretta, di A biliardino non gioca più nessuno, a firma di Matteo Fais, comparsa nel 2019 sul quotidiano “VVox Veneto”. Si sa che il paradosso è un tombino nel quale, oggigiorno, è facile cascare…

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STUPIDI E CONTAGIOSI – TANTI AUGURI A NEVERMIND DEI NIRVANA, IL MANIFESTO DI UNA GENERAZIONE PERDENTE (di Matteo Fais)

Si potrebbe iniziare dall’inganno di quel riff di chitarra così accattivante che, nei primi secondi del disco, connette a tutta la storia del rock precedente, per poi narrare di quella batteria che prepotentemente entra in scena rovesciando il tavolo e sparigliando tutto. Oppure dal verso iniziale, “carica le tue pistole” – spaventoso presagio. È difficile,…

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LA RECENSIONE – I CINQUANT’ANNI DI L.A. WOMAN DEI DOORS: QUANDO LA MUSICA AMERICANA MORÌ (di Matteo Fais)

Morire come si deve è una delle mete più ambite. Nasciamo nell’incoscienza. I primi momenti e anni ci sfuggono restando alla mercé di chi ci ha preceduti. Per questo, morire in modo grandioso è più importante che nascere tra squilli di trombe. Ciò, soprattutto, perché la morte è – o meglio vorrebbe essere –, come…

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L’EDITORIALE – I THE DOORS SONO VIVI, VOI SIETE MORTI – PER IL CINQUANTENNALE DI “MORRISON HOTEL” (di Matteo Fais)

“Jim Morrison sta al limite tra canzone e poesia” Michel Houellebecq Non è nostalgia. È che quella voce è indimenticabile, quel sound oramai perduto per l’eternità e la gioia di quell’atmosfera – “e dicendo gioia non intendo leggerezza”, come cantavano i Bluvertigo – qualcosa di irrecuperabile nel tempo in cui ogni ingenuità è venuta meno….

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\”DONNA, DIMMI/ COSA VUOL DIR SONO UNA DONNA ORMAI\”: BATTISTI, IL PATRIARCALE (di Matteo Fais)

Quei versi! E la chitarra così dolcemente propensa ad accompagnare una voce popolare e romanticissima.  E dire che, oggi, Lucio Battisti e il suo paroliere, Mogol, sarebbero banditi da ogni consesso musicale. No, Lucio non canterebbe mai di figli fatti con l\’utero in affitto e di bambini con due padri o due madri. Dubito anche…