TRA FIORI URLANTI E STRATEGIE, MANUEL AGNELLI SI CONFERMA L’ULTIMO VERO GRANDE POETA DI UNA GENERAZIONE (di Matteo Fais)
C’è qualcosa nella sua voce che raschia il fondo del cuore e del sentimento. Lo fa con un’armonia in bilico sulla dissonanza. Perfino nelle canzoni meno impattanti – e sono più di una –, c’è una dolorosità che sa far deliziosamente male, rendere inerti, spinge a crollare con abbandono verso un fondale che non si…